CANNONCINI ALLA CREMA PASTICCERA

lunedì 16 febbraio 2009

Ho comprato questi coni metallici qualche mese fa mossa dalla curiosità di fare i cannoli siciliani.

Considerando però che ultimamente alcuni miei esperimenti culinari non sono troppo fortunati ho deciso per questa volta di dire no alle ciofeche e di andare sul sicuro con questi cannoncini alla crema pasticcera.

Una delle scelte più felici degli ultimi tempi.


Dosi per 10 cannoncini piccoli + 5 grandi:


Per i cannoncini:

1 confezione di pasta sfoglia già stesa

1 uovo

zucchero q.b.


Per la crema:

2 tuorli

50 gr. di zucchero

25 gr. di farina

250 ml di latte

1 scorzetta di limone

1 stecca di vaniglia

4-5 cucchiai di panna montata non zuccherata


Tagliare col coltello delle strisce di pasta sfoglia dello spessore di circa 2 cm per i cannoncini piccoli e 2,5 cm per quelli più grandi.

Arrotolare le strisce a spirale intorno ai coni di metallo sovrapponendo man mano la pasta di circa mezzo centimetro.

Passare i cannoncini prima nell'uovo sbattuto e poi nello zucchero (possibilmente lasciando libera la porzione del cannoncino che poggerà sulla placca per evitare che lo zucchero bruci durante la cottura) e passare in forno caldo per circa 15 minuti.


Nel frattempo preparare la crema pasticcera:


Incidere la stecca di vaniglia con un coltellino, estrarne i semini ed unirli al latte.

Scaldare il latte e la vaniglia insieme con la scorzetta di limone.

In un tegame a parte mescolare bene i due tuorli con lo zucchero e un paio di cucchiai di latte freddo.

Aggiungere la farina e amalgamare bene fino ad ottenere un composto chiaro.

Quando il latte sarà caldo aggiungerlo al composto di uova e portare su fuoco bassissimo mescolando bene per pochissimi minuti finché la crema sia compatta e senza grumi.

Lasciare raffreddare crema e cannoncini.

Quando la crema sarà fredda aggiungervi 4-5 cucchiai di panna montata (potete aumentare o diminuire la quantità di panna secondo la consistenza desiderata) e mescolare bene.

Riempire i cannoncini con la sac á poche da entrambi i lati e lasciare raffreddare in frigo per un'oretta prima di servire.


Pubblicato da Mariù alle 18:09 2 commenti  

IL COLORE VIOLA: PART II

venerdì 13 febbraio 2009



E gnocco fu.

Come ho scritto già nel post precedente le patate violette non sono le migliori per questo tipo di preparazione ma la tentazione era troppo forte e così eccoli qua.

Carini sono carini ma sono venuti un po' gommosetti, mica di quelli morbidi morbidi che si sciolgono in bocca!

Quindi la prossima volta le solite patate farinose e non se ne parla più.

E dopo questa ricetta basta viola per un po'.


GNOCCHI DI PATATE




Per due persone:


Per gli gnocchi:

300 gr. di patate

70 gr. di farina

1 uovo

sale q.b.

noce moscata q.b.


Per la salsa:

50 gr. di gorgonzola

1 noce di burro

2 cucchiai di latte


Lessare le patate con tutta la buccia in abbondante acqua.

Sbucciarle, ridurle in purea con lo schiacciapatate e lasciarle raffreddare (è molto importante che si raffreddino perché cosí dopo non assorbiranno molta farina e

l'impasto verrà più morbido).

Una volta fredde aggiungere un uovo, la farina, un pizzico di sale e una grattata di noce moscata.

Impastare velocemente fino ad ottenere una pasta morbida.

Formare dei cordoncini del diametro di circa 1,5 cm e ricavarne col coltello tanti

bastoncini di uguale lunghezza.

Disporli su un vassoio leggermente infarinato.

Sciogliere una noce di burro in un pentolino, aggiungere il gorgonzola tagliato a pezzetti e un paio di cucchiai di latte e mescolare sul fuoco basso finché il formaggio si sarà sciolto completamente.

Cuocere gli gnocchi in acqua bollente salata e prelevarli con la schiumarola quando

saliranno in superficie.

Saltare mezzo minuto con la salsa al gorgonzola e servire caldi con una spolverata di pepe nero.


P.S. Volevo ringraziare Lisa per i due premi che mi ha assegnato ieri.


Mi ha fatto molto piacere ma sono al tempo stesso un po' in imbarazzo perché non so proprio a chi assegnarli. Sono fatta proprio poco per queste cose e ci capisco ancora meno: saró messa al rogo se fermo la catena?


Pubblicato da Mariù alle 12:17 4 commenti  

IL COLORE VIOLA: PART I

martedì 10 febbraio 2009



No, il film non c'entra.
E' solo che un paio di giorni fa ho trovato questa meraviglia al supermercato, le patate violette.
Forse per molti non saranno una novità ma a me si sono illuminati gli occhi appena le ho viste -e credo che il mio lungo "Ooooooohh" da bambino basito davanti al banco orto-frutta abbia chiarito il mio stupore a sufficienza-!
Non le avevo mai viste prima e non sapevo bene cosa avrei potuto tirarne fuori ma intanto ne ho prese un po' in attesa di documentarmi e farci qualcosa.
Ho scoperto che solitamente vengono dalla Francia o dal Perù, che non solo la buccia ma anche la polpa è viola -lo sospettavo ma che gioia trovarne conferma!- e che hanno pressoché lo stesso sapore delle patate normali.
"Quindi" mi sono detta "perché non prepararci dei piatti... normali"? E via in cucina.
Primo esperimento: chips e purè di patate. Domani gnocchi.
Devo precisare che le patate violette non sono molto ricche di amido quindi non sono esattamente le più adatte per preparazioni come gnocchi o purè.
E così le chips erano favolose mentre il purè era, sì, molto saporito ma di consistenza un po' grumosa e ha richiesto l'aggiunta di più latte e burro.
Diciamo che per queste preparazioni -a meno che non possiate proprio fare a meno di un purè viola- sarebbe meglio optare per delle semplici patate di qualità farinosa-.
Io comunque gli gnocchi viola domani li faccio lo stesso.

P.S. Omodestanza dice: "E' un portento della natura! E' come quando hai un cartone animato che ti piace e c'è una puntata dove vanno in un'altra dimensione e scoprono che ci sono gli stessi personaggi però di altri colori!"


CHIPS DI PATATE VIOLA




Lavare bene le patate, sbucciarle e tagliarle a fette sottili con la mandolina.



Sciacquarle e asciugarle per bene con uno straccio pulito.

Friggere poche per volta in abbondante olio caldo.
Asciugarle dell'olio in eccesso e salarle.


PURE' DI PATATE VIOLA



400 gr. di patate viola
50 gr. di burro
200 ml di latte caldo
parmigiano grattugiato
q.b.
sale
q.b.
noce moscata
q.b.
pepe nero
q.b.

Lessare le patate in abbondante acqua.
Sbucciarle e passarle allo schiacciapatate.





Metterle subito sul fuoco basso e aggiungere il burro, girando continuamente.

Aggiungere pian piano il latte, un pizzico di sale, noce moscata, pepe nero e una manciata di parmigiano grattugiato.
Quando avrà raggiunto una consistenza soffice e senza grumi (si può aggiungere latte caldo o burro a piacere per correggere sino a ottenere la consistenza desiderata) togliere dal fuoco e servire caldo.

Pubblicato da Mariù alle 16:02 6 commenti  

EVVIVA!!!

lunedì 9 febbraio 2009


Evviva!!! Ce l'ho fatta!!! La mia prima marmellata!!!

Me lo ripromettevo da mesi senza mai decidermi fino a quando ho visto questa: ed è stato amore a prima vista.

Non ho cambiato una virgola, ho solo dimezzato le dosi quindi per la ricetta di questa confettura di banane, vaniglia e succo d'arancia potete vedere direttamente sul blog 'Cuoche dell'altro mondo'. E' perfetta così.

Mi sa che inizia il lungo periodo delle marmellate per me...



Pubblicato da Mariù alle 17:14 4 commenti  

VELLUTATA DI PATATE DOLCI, LATTE DI COCCO E LIME

venerdì 6 febbraio 2009



Odio l'inverno con tutta me stessa.

Non trovo per niente romantico il panorama tutto imbiancato dalla neve -se dura più di un giorno- e non ci vedo niente ma proprio niente di affascinante nelle giornate grigie e pioggerellose.

Meno male che ci sono le zuppe.


VELLUTATA DI PATATE DOLCI, LATTE DI COCCO, LIME


Dosi per 2-3 persone:


2 patate dolci medie

2 scalogni

1 pezzetto di zenzero fresco

il succo di mezzo lime non trattato

150 ml di latte di cocco

brodo vegetale leggero q.b.

olio extra vergine d'oliva q.b.

sale q.b.

pepe nero q.b.


Soffriggere lo scalogno tritato finemente in un filo d'olio extra vergine d'oliva, aggiungere lo zenzero tagliato a fettine sottilissime e un paio di cucchiai di acqua calda (o brodo) e lasciar andare sul fuoco medio per un paio di minuti.

Aggiungere le patate dolci sbucciate e tagliate a cubetti, il succo di mezzo lime e far rosolare per 5 minuti mescolando bene.

Coprire le patate col brodo caldo e cuocere con coperchio per 20-25 minuti.

Passare tutto al frullatore (aggiungendo un po' di brodo caldo se la consistenza fosse troppo densa).

Rimettere sul fuoco basso, aggiungere il latte di cocco, regolare di sale e pepe e cuocere per un paio di minuti.

Decorare con striscette di lime ricavate col rigalimoni e servire con crostini.


Pubblicato da Mariù alle 15:55 2 commenti  

MOUSSE AU CHOCOLAT

giovedì 5 febbraio 2009




Non c'è molto da dire, è la ricetta più semplice che esista.
Avete in casa del cioccolato?
Delle uova?
Bene, è tutto ciò che occorre.


MOUSSE AL CIOCCOLATO

Dosi per 2:

100 gr. di cioccolato fondente
3 uova
un cucchiaino di zucchero di canna

Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e lasciarlo raffreddare (ma non solidificare) per qualche minuto.
Sbattere i tuorli con un cucchiaino di zucchero di canna, unirvi il cioccolato fuso e, molto delicatamente, gli albumi precedentemente montati a neve ben ferma.
Versare la mousse nelle ciotoline e lasciare riposare in frigo per due o tre ore.
Decorare a piacere.


Pubblicato da Mariù alle 13:54 0 commenti  

DESIDERI BIZZARRI E LA MIA PRIMA CENETTA ROMANTICA

mercoledì 4 febbraio 2009




Ieri uno di quei raptus si è impossessato di nuovo di me.

Uno di quei raptus che mi fanno desiderare ardentemente una 'vellutata di zucca con culatello di Sauris croccante' una mattina qualunque davanti a cappuccino e croissant o che mi fanno esclamare "...mmmm!!! Sai di cosa avrei proprio voglia? Di spezzatino di bufalo su lettino di rucola nana e spuma di fois grois!" nel bel mezzo di una partita a ping pong sulla spiaggia.

Chi mi conosce lo sa, ho di queste voglie strampalate praticamente ogni giorno e penso che quando sarò incinta sarà un inferno per chi mi sta affianco.

Ieri avevo voglia di cozze. Alle dieci del mattino.

Così ho deciso di rinunciare al mio pranzo per fare un salto a Kreuzberg -non esattamente dietro casa- dal mio pescivendolo di fiducia -l'unico che conosco- e già che c'ero pure al Türkenmarkt per fare acquisti per la cenetta di ieri sera.

Ho trovato delle cozze grosse come meloni -non ho ancora capito se questo sia un buon segno ma devo dire che erano davvero buone- e ieri sera ci ho fatto un risottino, il piatto che credo di aver cucinato di più per tutto il 2007 e praticamente quasi mai da quando vivo a Berlino per i motivi che ho giá spiegato qui.

L'ultima -e forse unica- volta era stata circa un anno fa.

Era la prima volta che cucinavo per il mio uomo teutonico, una domenica pomeriggio mentre passeggiavamo per il centro gli avevo buttato là 'per caso' un invito a cena pseudo-dell-ultimo-minuto -in realtá erano due giorni che organizzavo, rassettavo, spignattavo-, naturalmente non dimenticando di decantare prima per filo e per segno le mie doti di cuoca italiana provetta -quello che avevo in mente in realtà era una cena di soli cavalli di battaglia... e già, mi piace vincere facile-.

Comunque, sarà stata l'emozione, sarà stata la sfiga, fatto sta che 'sto risotto sembrava non cuocersi mai.

Finché non mi sono accorta che... ehm... cioé... giravo il risotto da venti minuti sulla piastra spenta. Come se già non bastasse l'imbarazzo dei primi tempi.

Eccerto che la me la ricordo "La mia prima cenetta per lui"...


(questa ricetta partecipa alla raccolta di Elga "La tua prima cenetta per lui")




RISOTTO CON LE COZZE


Dosi (ovviamente) per due persone:


800 gr. di cozze

160 gr. di riso Carnaroli

3-4 pomodori San Marzano maturi

brodo vegetale o di pesce q.b.

mezzo bicchiere di vino bianco

2 scalogni

2 spicchi d'aglio

olio extra vergine d'oliva q.b.

burro q.b.

peperoncino q.b.

prezzemolo tritato q.b.

pepe nero q.b.


Pulire bene le cozze e farle cuocere a fuoco medio in una casseruola capiente finché non si saranno aperte (ci vogliono pochi minuti).

Togliere le cozze dai gusci e tenerle da parte.

Filtrare il liquido di cottura, tenerne da parte mezzo bicchiere e unire il resto al brodo caldo.

Soffriggere in un filo d'olio extra vergine d'oliva lo scalogno tritato finemente, due spicchi d'aglio interi e peperoncino a piacere.

Aggiungere i pomodori pelati e tagliati a pezzettini e mezzo bicchiere di liquido di cottura delle cozze filtrato e lasciar cuocere a fuoco medio.

Nel frattempo sciogliere una noce di burro in una padella a parte, aggiungere il riso e farlo tostare per qualche minuto girando continuamente.

Sfumare col vino bianco.

Unire il riso al pomodoro insieme a un mestolo di brodo girando continuamente.

Man mano che si asciuga aggiungere il brodo un mestolo per volta, sempre mescolando sino a fine cottura.

A un paio di minuti dalla fine della cottura aggiungere le cozze, il prezzemolo fresco tritato, il pepe nero ed aggiustare eventualmente di sale (potrebbe non essercene affatto bisogno perché le cozze e il loro liquido rendono il tutto già sufficientemente salato).

A cottura ultimata mantecare con una noce di burro.


Pubblicato da Mariù alle 19:47 7 commenti  

POST AL VOLO: CROSTINI AVOCADO E MOZZARELLA DI BUFALA + TORTINI DI PATATE

giovedì 29 gennaio 2009

Yu-uhh!! Ho dovuto smanettare per tre giorni ma ce l'ho fatta: ora posso ricevere commenti!
Visto che tra dieci minuti dovrò abbandonare il pc proverò a pubblicare alla velocità della luce due ricettine dalla cena di ieri sera:
dei crostini avocado e mozzarella di bufala -copiati di sana pianta da Sigrid variando giusto giusto un cininino- e dei tortini di patate -gateau? gateaux? Non so una parola di francese e non ho il tempo di guuugolare, facciamo tortini e non se ne parla più- che hanno fatto da contorno a un semplice filetto alla piastra.
Purtroppo per i tortini non ho le dosi, ho fatto a occhio visto che ne sforno in quantità da quando ero in fasce -era il mio piatto preferito da bambina, un po' le mie madeleines-, ma posso garantire che sono semplicissimi da realizzare e non necessitano di dosi troppo precise.
La prossima volta cercherò di essere più precisa, promesso.

P.S. Le foto questa volta le ha fatte il mio uomo teutonico al quale 'sta storia del blog inizia a piacere quasi più che a me.


CROSTINI AVOCADO E MOZZARELLA DI BUFALA



Tostare per qualche minuto dei dischetti sottili di baguette, disporvi delle fettine di avocado -marinate per dieci minuti in succo di limone, lime e sale-, delle fettine di mozzarella di bufala, un filo d'olio extra-vergine d'oliva e una spolverata di pepe nero.
Passare di nuovo in forno per qualche minuto.


TORTINI DI PATATE




Per due tortini:
Mettere a bollire 4-5 patate di grandezza media senza sbucciarle.
Quando saranno morbide -sono pronte quando, infilando una forchetta, la polpa non oppone alcuna resistenza- pelarle e schiacciarle con lo schiacciapatate.
Aggiungere una noce di burro, una manciata abbondante di parmigiano, un pizzico di sale, pepe e impastare con le mani finché il composto sia omogeneo.
Stendere un primo strato di impasto sul fondo di una cocotte di 10-12 cm di diametro, aggiungere uno strato di prosciutto cotto e uno di mozzarella entrambi tagliati grossolanamente e coprire con un altro strato di patate.
Spolverare con pane grattugiato, parmigiano grattugiato e qualche fiocchetto di burro.
Cuocere in forno a 200° per mezz'oretta.

TORTA DI MELE

martedì 27 gennaio 2009




Ci vuole davvero un atto di fede per credere che la cosa gialla in questa foto terribile sia anche una torta buonissima.

Non vado molto d'accordo con la macchina fotografica -i miei amici lo sanno tutti che faccio fatica anche solo a mettere a fuoco i soggetti- ma ci tenevo a pubblicare la ricetta di questa torta perché è una delle cose più semplici e confortanti che abbia cucinato ultimamente.

E' una normalissima torta di mele, ma di quelle che profumano di infanzia e di divanoconcopertamentrefuoripiove.


TORTA DI MELE

2 uova intere

200 gr. di farina

140 gr. di zucchero

50 gr. di olio di semi

200 ml di panna fresca

2 mele

1 bustina di lievito

la buccia grattugiata di 1 limone

il succo di mezzo limone

30 gr. di mandorle affettate


Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere l'olio, la panna, la farina, il succo e la buccia di limone grattugiata, le mandorle e il lievito.

Versare in uno stampo A CERNIERA (perché durante la cottura le mele tendono a scendere verso il fondo dello stampo attaccandosi e rendendo quindi difficoltosa la sformatura) imburrato, infarinato e leggermente spolverato di pangrattato e solo alla fine aggiungere le mele tagliate a tocchetti piuttosto grossi (diciamo 8 spicchi per mela) spingendole LEGGERMENTE verso il centro dell'impasto.

Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 45 minuti.

A cottura ultimata lasciare riposare nel forno spento per altri dieci minuti.

Spolverare a piacere con zucchero a velo.



Pubblicato da Mariù alle 17:01 5 commenti  

NO COMMENT



Non c'è bisogno di aggiungere altro, leggete direttamente qui
e qui.
Questi sono i momenti in cui più gioisco di trovarmi dove mi trovo.

Pubblicato da Mariù alle 13:41 2 commenti  

GIORNATA NERA

giovedì 22 gennaio 2009



Sono normalmente piuttosto maldestra, non posso negarlo, ma ieri è stata una giornata all'insegna della legge di Murphy!
E' mai possibile, in una sola serata, riuscire a

1)rompere tre delle sei uova appena comprate
2)sciogliere mezzo sacchetto della spesa sulla piastra di ceran dimenticata accesa
3)mandare in un milione di frantumi un contenitore di vetro pieno di riso
4)semi-allagare la cucina
5)cucinare una zuppa immangiabile -per immangiabile intendo dal fornello alla pattumiera in tempo due secondi-
6)cucinare un arrosto sì, mangiabilissimo -anzi, devo dire davvero buono!- ma tremendo da vedersi e per questo non immortalabile

e la mattina successiva a

1)arì-carbonizzare la piastra di ceran col latte dimenticato -e quindi strabordato- dal pentolino
2)rovesciare la caffettiera piena di caffè appena preparato così da imbrattare nuovamente la microscopica e labirintica cucina giusto dieci minuti prima di andare a lavoro?

E' MAI POSSIBILEEEE?

In ogni caso se i miei piani di oggi prevedevano un bel triplo post -zuppa (sgrunt!), arrosto (sigh!) e torta caprese (yu-huuu!!)- mi rimane da pubblicare la sola impresa che ieri non mi abbia deluso, la caprese.
Dentro rimane umida, quasi cremosa, si scioglie in bocca.
E' profumatissima e non si usano né farina né lievito.
Per chi ama il cioccolato è un sogno ma una fettina minuscola sazia come un pasto completo, occhio!


TORTA CAPRESE

5 uova
200 gr. di cioccolato fondente
200 gr. di mandorle tritate
180 gr. di burro
160 gr. di zucchero
30 gr. di fecola di patate
40 gr. di cacao amaro
zucchero a velo q.b.

Sciogliere insieme il cioccolato e il burro a bagnomaria.
Sbattere bene i tuorli d'uovo con lo zucchero.
Aggiungere il cacao amaro, le mandorle tritate, il cioccolato e il burro fuso, la fecola di patate e in ultimo gli albumi precedentemente montati a neve.
Cuocere in forno già caldo a 160° per 40-45 minuti.
Lasciare raffreddare e spolverizzare con un po' di zucchero a velo.

Pubblicato da Mariù alle 18:17 0 commenti  

SPEEDY LUNCH

martedì 20 gennaio 2009

Questo post è per il mio amico Mauro che sostiene che una carbonara di zucchine sia ammissibile solo in un paese dove ci sono solo zucchine.
Io sono soddisfattissima invece: piatto semplice, squisito e soprattutto velocissimissimissimissimo.
In una sola ora di pausa pranzo sono riuscita a tornare a casa -ok, ok, abito a 500 mt dal mio posto di lavoro- a cucinare, a scattare due foto, a gustarmi il pranzetto, un caffè e a tornare in ufficio!


CARBONARA DI ZUCCHINE




Saltare una zucchina tagliata a pezzetti piccoli per qualche minuto a fiamma alta in una padella con un po' di olio extra vergine d'oliva.
In una ciotola sbattere bene -meglio se con uno sbattitore elettrico- un tuorlo d'uovo con abbondante parmigiano (o pecorino) e pepe nero.
Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua bollente salata, scolarli al dente e rimetterli sul fuoco con pochissima acqua di cottura e le zucchine e mescolare bene per un minuto.
Togliere dal fuoco e unire la pasta al composto di uovo mescolando bene perché l'uovo non cuocia e la consistenza rimanga cremosa.
Servire con una spolverata di parmigiano.

Pubblicato da Mariù alle 17:56 1 commenti  

RAVIOLI CON PERE, GORGONZOLA E NOCI

lunedì 19 gennaio 2009

Buon anno!

Torno finalmente a postare dopo una lunga pausa dovuta

a) alle meritate vacanze -una settimana in Calabria passata a letto con la febbre dal primo all'ultimo minuto e dieci giorni in California passati fantasticamente al caldo mentre a Berlino imperversavano tempeste di neve e temperature fino ai -20 gradi!- e

b) alla mancanza della macchina fotografica da troppo tempo in riparazione ma finalmente tornata tra le mie mani.

Volevo disperatamente provare il nuovo attrezzino tagliapasta speditomi dalla mia sorellina e così son venuti fuori questi ravioli gorgonzola/pere/noci buonissimi. Non vedo l'ora di rifarli.


Dosi abbondanti per 2 persone:


per la pasta all'uovo:

300 gr. di farina 00

20 gr. di semola di grano duro

3 uova

1 pizzico di sale

1 albume


per il ripieno:

1 pera

150 gr. di gorgonzola

40 gr. di noci tritate

1 noce di burro

2 cucchiaini di zucchero

pepe nero q.b.


per il condimento:

burro q.b.

salvia q.b.

25 gr. di noci tritate

parmigiano grattugiato q.b.



Mescolare le due farine con un pizzico di sale e formare una fontana.

Rompere le uova al centro della fontana e incorporarle prima delicatamente con una forchetta, poi per una decina di minuti con le mani fino ad ottenere un composto elastico.

Lasciare riposare per un'oretta. Nel frattempo preparare il ripieno.

Cuocere la pera tagliata a cubetti molto piccoli in un pentolino con una noce di burro e due cucchiaini di zucchero mescolando spesso. Dopo una ventina di minuti -e comunque quando lo zucchero si sarà sciolto e la pera ammorbidita- togliere dal fuoco e incorporare il gorgonzola, 50 gr. di noci tritate finemente e una grattugiata di pepe nero fino a ottenere un composto morbido.


Stendere col mattarello una sfoglia sottilissima.


Distribuire con un cucchiaino su metà della superficie della sfoglia dei mucchietti di ripieno a distanza regolare.

Spennellare l'albume negli spazi tra i vari mucchietti di ripieno. In questo modo i ravioli non si apriranno durante la cottura.

Ricoprire con l'altra metà della sfoglia.

Tagliare i ravioli con l'apposito attrezzino -o con la rotella tagliapasta dentellata-.




Sciogliere in una padella una noce di burro e aggiungere le foglie di salvia.

Lessare i ravioli in abbondante acqua bollente salata, scolarli con la schiumarola, unirli alla salsa burro/salvia, aggiungere il resto delle noci tritate e saltare in padella per un paio di minuti.

Servire con una spolverata di parmigiano.

Di quella volta che ho scoperto il romanesco

lunedì 29 dicembre 2008




Il cavolo romanesco non l'avevo mai provato.

Eppure ha delle forme così accattivanti e perfette che la curiosità mi mangiava.

E cosí ecco due ricettine veloci: una zuppa e un mini-soufflé.

La prima è una zuppetta semplice e saporita a base di romanesco, porri e patate.

Per il soufflé... bè, era la prima volta e si vede!!

Lo so, lo so che un buon soufflé dovrebbe essere bello alto e gonfio ma giuro che lo é stato... per 30 secondi.

La fortuna del principiante mi ha concesso almeno di vederlo crescere, forse ho peccato di presunzione sperando di riuscire pure a immortalarlo mentre faceva bella mostra di cotanta pomposità.

La ricetta l'ho presa qui, ho solo sostituito il romanesco agli asparagi della ricetta originale. La zuppa qui sotto.


SOUFFLE' DI ROMANESCO E GORGONZOLA PICCANTE


ZUPPA DI ROMANESCO, PORRI E PATATE


burro q.b.

porri 100 gr.

patate 150 gr.

romanesco 150 gr.

brodo vegetale q.b.

sale

pepe

erba cipollina


Far appassire con una noce abbondante di burro i porri affettati sottilmente.

Aggiungere le patate tagliate a fettine sottili e il romanesco a tocchetti.

Dopo qualche minuto coprire col brodo vegetale e far cuocere per 20-30 min a fuoco medio finché le verdure saranno morbide.

Passare al mixer tre quarti della zuppa e rimetterla sul fuoco insieme alla zucca non frullata tenuta da parte.

Aggiungere sale e pepe e servire con una spolverata di erba cipollina.



Pubblicato da Mariù alle 13:52 2 commenti  

BUONE FESTE!!

giovedì 25 dicembre 2008

Natale!

Come ogni anno sono tornata a casetta mia in Calabria per trascorrerlo con la mia famiglia e per il secondo anno consecutivo mi sono ammalata e sono costretta a passarmi a letto con 40 di febbre i pochi giorni che volevo dedicare ad amici e parenti. Niente male!

Annoiata posto da sotto le coperte qualche foto di dolci natalizi tipici calabresi che ci sono arrivati in dono in questi giorni dalle zie.

La preparazione di questi dolci -in quantità industriali- qui da noi anni fa impegnava tutte le donne di famiglia per giorni e giorni.

Poi, si sa, col tempo le tradizioni si perdono, si parte, ci si dimentica dei cari rituali natalizi; ma è sempre così bello ritrovarli ogni anno per qualche giorno tornando a casa, tra le carte lucide dei regali e l’odore di cannella, tra le lucine colorate dell’albero e la tombola coi bambini.

Pubblicherò più avanti le ricette complete della PITTANCHIUSA, dei CRUSTOLI e dei BRUTTI MA BUONI che vedete in queste foto.

Per ora il mio sentito augurio di un sereno Natale a tutti.


LA PITTA 'NCHIUSA



I CRUSTOLI


I BRUTTI MA BUONI




Pubblicato da Mariù alle 18:24 2 commenti  

GNOCCHETTI SARDI CON RAGU' DI SALSICCIA, PANCETTA E PISELLI:

domenica 21 dicembre 2008


Da poco più di un anno vivo a Berlino.

Città meravigliosa per mille e più motivi -di cui parlerò un'altra volta- ma da quando vivo qui mi tocca fare la spesa in almeno sette supermercati diversi. Più negozi specializzati, gastronomie italiane, grandi magazzini del lusso culinario e chi più ne ha più ne metta.

Perchè tanti dei prodotti di più facile reperibilità in Italia qui sono merce rara: introvabili o, quando si trovano, costosi come gioielli.

Ad esempio prendi il sale grosso -non sto parlando di raffinatezze ricercate ma del comunissimo sale grosso da 20 centesimi di euro-: qua si trova solo nei piccoli negozietti italiani che vendono pasta, caffè e pochi altri prodotti nostrani -sempre gli stessi peraltro- o negli immensi piani dedicati al cibo di certi grandi magazzini -come il KaDeWe, ma anche di questo parlerò un'altra volta- provvisti di -quasi- ogni ben di Dio. E può costare fino a 2,50 euro!! 10 volte tanto!

Prendi le nostre comunissime cozze: un giorno che il raptus 'vogliadicozze' si era impossessato di me come di una donna incinta sono andata nell'unico posto che poteva averle fuori stagione -questo non significa che durante stagione vadano via come il pane, è comunque piuttosto difficile trovarle e costano sempre un occhio della testa-: 18 euro/Kg! Non così male considerando che il cartellino davanti alle vongole diceva invece 37 euro/Kg! La voglia me la sono fatta naturalmente passare...

Prendi un qualunque riso da risotto: carnaroli, vialone, arborio... nessuna traccia di tutto ciò nei supermercati tedeschi -in compenso la corsia pasta/riso dei supermercati di qua è fornita di ogni sorta di riso cinese, giapponese, thailandese e vi dicendo-.

La lista si allunga fino all'infinito.

Il lato positivo è che qui posso trovare praticamente ovunque ogni genere di frutta esotica, ogni possibile prodotto asiatico, una miriade di salse, spezie, intingoli delle cucine dalle più variegate provenienze. Mica male, sarà un periodo di sperimentazioni.

Però non nascondo che spesso mi manca potermi mettere ai fornelli a preparare quei gustosissimi piatti di famiglia, certe prelibatezze della nostra tradizione, molte delle allettanti ricette che vedo sui vari libri o blog di cucina italiani.

Non è una lamentela questa, cito questo piccolo impiccio -normalissimo quando si sceglie di vivere in un'altra nazione- solo per riuscire a trasmettere un po' meglio il mio entusiasmo nel trovare finalmente a Berlino la SEMOLA DI GRANO DURO -come dicevo, niente di incredibilmente raro o pregiato-!

Posso finalmente depennarla dalla lista delle cose da comprare in Italia quando mi capita di tornarci e dalle richieste assurde che faccio puntualmente ad amici e parenti che vengono quassù a trovarmi.

E quindi: che pasta fatta in casa sia!

Quando ero bambina il rito della pasta fatta in casa si svolgeva ogni domenica.

Alla mia cara nonna il compito di impastare, tirare la sfoglia, preparare il condimento. A me, la sua piccola assistente, quello di realizzare i cordoni di pasta, di tagliarli a pezzettini, di pasticciare con la farina e naturalmente di rubare a ogni sua minima distrazione tutta la pasta cruda che potessi ingurgitare prima di farmi venire quei terribili mal di pancia.



Ghocchetti sardi con ragù di salsiccia, pancetta e piselli


Per gli gnocchetti:

semola di grano duro 500 gr.

acqua calda 250 gr.

sale q.b.


Per il ragù:

cipolla 1

aglio 1 spicchio

olio extra vergine d'oliva q.b.

pancetta affumicata a cubetti 100 gr.

carne macinata 200 gr.

salsiccia fresca 200 gr.

piselli 100 gr.

sale q.b.

pepe q.b.

peperoncino fresco q.b.


Versare la farina sulla spianatoia con un po' di sale.

Aggiungere poco a poco l'acqua e impastare per 10-15 min.

Lasciare riposare per mezz'oretta l'impasto coperto da un canovaccio pulito.

Formare dei cordoncini di impasto di 1 cm circa di diametro.

Tagliare ogni cordoncino in pezzettini di circa 1 cm.

Per dare alla pasta la caratteristica forma dello gnocchetto rigato esiste uno speciale attrezzo, una specie di chitarrina di legno con scanalature. Io non ce l'avevo e ho usato una tovaglietta di bambù e il risultato è stato perfetto lo stesso.

Mettere un pezzettino di impasto sulla tovaglietta, schiacciarlo con un dito e strisciare forte sulle scanalature in modo che si arrotoli su se stesso.

Procedere così per tutti i pezzettini di impasto e lasciare riposare gli gnocchetti su un vassoio spolverato di semola di grano duro.



Nel frattempo mettere a bollire l'acqua e preparare il ragù.

Far appassire una cipolla tagliata sottile e uno spicchio d'aglio in olio extra vergine d'oliva.

Aggiungere la carne macinata e la salsiccia fresca sbriciolata e far rosolare.

Aggiungere la pancetta precedentemente rosolata in padella per qualche minuto senza aggiunta di grassi e i piselli -anch'essi precedentemente saltati in una padella a parte con un po' d'olio-.

Aggiungere sale, pepe e peperoncino e fare cuocere ancora un po' aggiungendo, se necessario, qualche cucchiaiata di acqua bollente della pasta.

Cuocere gli gnocchetti, condirli col ragù e una spolverata di parmigiano.


Pubblicato da Mariù alle 00:35 0 commenti