SUNDAY OMELETTE
mercoledì 22 aprile 2009
Indovinate l'ingrediente misterioso della ricetta di oggi?
Eheh, già, sempre lui, Mr. Aglio Orsino.
Quando mi prende una fissazione non c'è verso di liberarmene.
La foto non è il massimo -il post non era previsto- e la ricetta è di una semplicità assoluta, ma questa omelette, morbida fuori e cremosa dentro, mi ha regalato un tardo risveglio domenicale così coi fiocchi lo scorso weekend che non potevo tradirla.
OMELETTE CIPOLLOTTI, POMODORINI E AGLIO ORSINO
2-3 uova grandi e freschissime
5 cipollotti freschi
8 foglie di aglio orsino
8-10 pomodorini
olio extra vergine d'oliva q.b.
parmigiano grattugiato (o pecorino) q.b.
sale q.b.
pepe q.b.
origano q.b.
Tagliare i pomodorini a metà e i cipollotti (lasciando solo una piccola parte del verde) a pezzetti da 2 cm circa.
Pulire le foglie di aglio orsino e tagliarle a pezzetti.
Sbattere appena appena le uova in una ciotola, aggiungere le foglie spezzettate di aglio orsino, un pizzico di sale e una generosa grattata di pepe nero.
Saltare pomodorini e cipollotti in un filo d'olio extra vergine d'oliva a fiamma vivace insieme a una spolverata di origano e a un pizzico di sale e pepe.
Appena pomodorini e cipollotti saranno dorati abbassare la fiamma, aggiungere una noce di burro e farla sciogliere.
Unire il composto di uova e cuocere a fiamma bassissima.
Quando il fondo della frittata si sarà asciugato e la parte superiore sarà ancora un po' liquida distribuirvi abbondante parmigiano grattugiato (o pecorino) e subito ripiegare metà dell'omelette su se stessa (a libro).
Cuocere per un minuto e con l'aiuto di un piattino rigirarla.
Cuocere ancora per un minuto e servire calda.
GNOCCHI CON PESTO DI AGLIO ORSINO E SPECK
martedì 21 aprile 2009
Un post veloce veloce, solo la logica conseguenza di quello di ieri: gnocchi con pesto di aglio orsino e speck.
Io gli gnocchi li adoro. Li mangerei tutti i giorni, in tutte le salse, a qualunque ora, è per quello che ne ho sempre una scorta nel congelatore.
Quando li faccio di solito moltiplico le dosi a livelli esponenziali per affrontare poi le voglie incontenibili che mi prendono ogni due per tre.
Basta metterli, appena fatti, su un vassoio infarinato nel congelatore e, una volta solidificati, riporli negli appositi sacchetti freezer.
Si tolgono dal congelatore solo al momento dell'utilizzo, direttamente dal freezer alla pentola.
GNOCCHI CON PESTO DI AGLIO ORSINO E SPECK
Per gli gnocchi:
600 gr. di patate di qualità farinosa
150 gr. di farina
1 uovo
sale q.b.
noce moscata q.b.
Per il condimento:
speck q.b.
pesto di aglio orsino (vedi qui) q.b.
olio extravergine d'oliva q.b.
Lavare le patate (è molto importante che siano di qualità farinosa) e lessarle con tutta la buccia in abbondante acqua.
Sbucciarle, ridurle in purea con lo schiacciapatate e lasciarle raffreddare per bene (è molto importante che si raffreddino perché così dopo non assorbiranno molta farina e
l'impasto verrà più morbido).
Una volta fredde aggiungere un uovo, la farina, un pizzico di sale e una grattata di noce moscata.
Impastare velocemente fino ad ottenere una pasta morbida.
Formare dei cordoncini del diametro di circa 1,5 cm e ricavarne col coltello tanti
bastoncini di uguale lunghezza.
Disporli su un vassoio leggermente infarinato e lessarli in abbondante acqua bollente salata.
Prelevarli dalla pentola con una schiumarola man mano che vengono a galla.
Saltarli per un paio di minuti in una padella larga e dai bordi alti con qualche cucchiaiata di pesto e delle striscioline di speck fatte precedentemente saltare per qualche minuto in padella con un filo d'olio extra vergine d'oliva.
PESTO DI AGLIO ORSINO
lunedì 20 aprile 2009
Da quando ho il blog l'Uomo Teutonico al posto dei fiori mi regala mazzetti di piante aromatiche!
Dopo aver cercato per mezz'ora di farmi capire cosa fosse quel 'Bärlauch' trovato sul menu di un ristorante una sera ha pensato bene che portarmene un mazzetto in dono sarebbe stato più semplice.
Non male, nuovi spunti per sperimentare.
Trattasi di 'aglio orsino', delle foglie lunghe e lucide dal sapore di aglio ma un po' più delicato.
Ci sto facendo di tutto ultimamente, ne vedrete un bel po' nei prossimi giorni.
PESTO ALL'AGLIO ORSINO
circa 20 foglie di aglio orsino
30 gr. di gherigli di noci
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
75 ml di olio extra vergine d'oliva
sale q.b.
pepe q.b.
Pulire le foglie di aglio orsino una per una con un panno umido.
Sminuzzarle e metterle nel mixer con i gherigli di noci, il parmigiano, il sale, il pepe e un filo d'olio.
Frullare il tutto versando a filo il resto dell'olio.
Aggiustare, se necessario, di sale e pepe e correggere con l'aggiunta di poco parmigiano o olio secondo la consistenza desiderata.
FAGOTTINI AL QUARK CON SALSA AI FRUTTI DI BOSCO
venerdì 17 aprile 2009
Questa è una di quelle che riproporrò over and over again, è da bavetta, non si può non provarla.
Sono delle crêpes ripiene di una crema dolce fatta col formaggio Quark e ricoperte di salsina ai frutti di bosco.
Non so se abbiate mai sentito parlare del Quark.
E' un formaggio prodotto dal latte di mucca, morbido e dal gusto neutro, simile alla ricotta ma con un gusto acidulo tutto suo e perfetto per i dolci.
Qui in Germania è molto comune ma se non lo trovate usate tranquillamente la ricotta.
Buon weekend!
FAGOTTINI AL QUARK CON SALSA AI FRUTTI DI BOSCO
Per le crêpes (dosi per circa 18 crêpes):
3 uova grandi
mezzo cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero
105 gr. di farina 00
325 ml di latte
1 cucchiaio di olio extra vergine d'oliva
burro q.b. (per imburrare la padella)
Per il ripieno:
500 gr. di formaggio Quark (20%) o di ricotta fresca
1 uovo
40 gr. di zucchero
30 gr. di farina 00
mezzo cucchiaino di sale
Per la salsa di frutta:
750 gr. di frutti di bosco (lamponi, more, mirtilli, etc, io ho usato die lamponi surgelati)
1 cucchiaio abbondante di succo di limone
65 gr. di zucchero
Mescolare bene tutti gli ingredienti con uno sbattitore elettrico facendo attenzione a non formare grumi.
Scaldare per qualche minuto una piccola padella antiaderente, farvi sciogliere mezzo cucchiaino di burro e distribuirlo con l'aiuto di un pezzo di carta assorbente.
Versare 4-5 cucchiai di pastella nella padella e subito rotearla con movimenti veloci per distribuire uniformemente l'impasto. Non appena un lato della crêpe avrà preso un bel colore dorato e si staccherà facilmente dalla padella toglierla dal fuoco e, col lato dorato rivolto verso l'alto, appoggiarla su una tovaglia pulita.
Procedere così per tutte le crêpes avendo cura di mescolare di tanto in tanto la pastella e di imburrare nuovamente la padella ogni 4-5 crêpes.
Preparare il ripieno di Quark mescolando bene tutti gli ingredienti.
Mettere un cucchiaio di crema al formaggio al centro di ogni crêpe (ricordate: il lato dorato rivolto verso l'alto), ripiegare il lato superiore della crêpe sul ripieno, poi ripiegare i due lati e infine l'ultimo lembo, quello inferiore, cosí da ottenere un paccottino.
Procedere così per tutte le crêpes.
Nel frattempo preparare la salsa.
Mettere frutti di bosco, zucchero e succo di limone in un pentolino e portare a ebollizione a fuoco bassissimo. Far cuocere ancora un paio di minuti e prelevare dal fuoco, la salsa è pronta.
In una larga padella sciogliere una noce abbondante di burro, sistemarvi tutti i fagottini e cuocerli per pochi minuti a fuoco moderato da entrambi i lati finché diventino dorati.
Coprire con un cucchiaio o due di salsa ai frutti di bosco e servire caldi.
PER COLPA DELLA CUZZUPA
giovedì 16 aprile 2009
Quando avevo quattordici anni Andrea era il mio fidanzatino.
E' stato il mio primo fidanzatino.
Di quelli coi quali, a quella tenera età, si fanno progetti per la vita, di quelli da "e vissero tutti felici e contenti". Perché sei giovane e spensierato e ci credi davvero che durerà per sempre.
Mi accompagnava a casa col mio motorino che non sapevo guidare -del perché avessi un motorino che non sapevo guidare vi dirò un'altra volta- per poi tornarsene a casa sua -diciamo non esattamente dietro l'angolo- A PIEDI.
Mi portava una rosa allo scoccare di ogni 'mesiversario', ogni mese, per tanti mesi.
Di tanto in tanto veniva a prendermi a casa prima del solito e se ne stava per un po' nascosto dietro la porta -mia nonna complice- solo per ascoltarmi suonare il pianoforte visto che io, che mi vergognavo come una ladra, non ammettevo la presenza di nessuno, nemmeno la sua, quando studiavo.
Parlo di Andrea perché la ricetta di oggi me l'ha data proprio lui.
Siamo ancora buoni vecchi amici, quando torno giù in Calabria nella città in cui sono cresciuta lo incontro spesso e questa volta ci siamo sentiti... per colpa della cuzzupa.
Le cuzzupe sono i dolci pasquali tipici calabresi.
Sono dei biscottoni dalle forme più svariate, a metà tra il morbido e il friabile, ricoperte con una glassa di zucchero che giù da noi chiamiamo "annaspro" e quelle paillettes di zucchero colorate delle quali non sono ancora mai riuscita a scoprire il nome -qualcuno lo sa? A casa mia le chiamavano 'anessini', so che qualcuno le chiama 'diavoletti'... comunque ci siamo capiti, no?-.
Tradizione vuole che vi si incastonino anche delle uova intere col guscio, a volte proprio nascoste nell'impasto, a volte più o meno visibili.
Quando ero bambina a casa mia se ne sfornavano centinaia nel periodo pre-pasquale, poi si regalavano ad amici e parenti e quelle che rimavano in casa diventavano la colazione mattutina per settimane, proprio come i panettoni di Natale.
Non le ho mai amate particolarmente, forse proprio perché l'averne avute così tante intorno per anni deve aver generato in me un rifiuto da overdose-da-cuzzupa.
Invece, incredibilmente, quando si vive lontani da casa per anni tutte queste tradizioni acquistano un sapore romantico inspiegabile.
E così ho deciso che era arrivato il momento di ricominciare la tradizione delle cuzzupe di Pasqua.
Ho aperto il ricettario di famiglia, quello scritto a mano durante il corso degli anni e che mi porto dietro da sempre di trasloco in trasloco, di casa in casa, di città in città, di Paese in Paese.
Ci ho trovato naturalmente la 'nostra' ricetta, quella di famiglia, e poi mi ha colpito questo post-it azzurro svolazzante tra le pagine delle ricette pasquali: 'Cuzzupe della mamma di Andrea'.
E' vero, ricordo di aver pensato, assangiandole per la prima volta mille anni fa, che le sue fossero le cuzzupe più buone della Terra -anche la sua pizza fatta in casa non era niente male ora che ci penso... mumble mumble...-, è per questo che quella specie di stralcio di ricetta è lì.
E così dopo una serie di appuntamenti telefonici, sms e qualche telefonata -Andrea a ogni chiamata si era dimenticato qualcosa- riesco a venirne a capo: ricetta in mano. Ed ecco le cuzzupe.
CUZZUPE DI PASQUA
Per l'impasto:
1 kg di farina 00
6 uova (3 intere + 3 tuorli)
250 gr. di zucchero
250 gr. di strutto
1 bustina di lievito in polvere
2 cucchiai di latte
la buccia grattugiata di 1 limone
1 pizzico di sale
Per la glassa e la decorazione:
3 albumi (prelevati dalle 6 uova dell'impasto)
il succo di 1 limone
150 gr. di zucchero
1 confezione di palline di zucchero colorate
Far sciogliere la bustina di lievito in due cucchiai di latte.
Mescolare farina, zucchero e un pizzico di sale e formare la fontana.
Unirvi le tre uova intere, i tre tuorli, lo strutto ammorbidito a temperatura ambiente, la buccia di limone grattugiata e il lievito disciolto nel latte.
Impastare fino ad ottenere un impasto morbido e facile da lavorare.
Lasciarlo riposare coperto da un panno pulito per 15 minuti.
Formare dei cordoncini piuttosto grossi (5-6 sm di diametro) e con essi, direttamente sulla placca da forno imburrata e leggermente infarinata, formare dei grossi biscotti dalle forme che preferite.
Se volete potete incastonare nell'impasto delle uova crude che ricoprirete con delle striscioline di impasto a forma di croce per renderle più stabili.
Cuocere in forno preriscaldato a 160° per circa 40 minuti o finché le cuzzupe non avranno preso un bel colore dorato.
Quando i biscotti si saranno raffreddati completamente preparare la glassa.
Mescolare energicamente gli albumi con lo zucchero e il succo di limone fino a ottenere una crema densa.
Con l'aiuto di un pennello ricoprire di glassa la superficie dei biscotti e immediatamente spargere i confettini di zucchero colorati sulla glassa ancora fresca.
Lasciare asciugare una notte o finché la glassa si sarà completamente solidificata.
LA QUICHE E' MIA E DECIDO IO
martedì 14 aprile 2009
E' arrivato il momento di ricominciare a postare.
Dopo una settimana di lavoro intensissima e questi ultimi quattro giorni di assoluto, totale, goduriosissimo poltrire -tra l'altro al sole- mi ritrovo con una marea di ricette accumulate ancora da pubblicare.
Ahimè, quella di Pasqua non sono proprio riuscita a postarla in tempo e sfiga vuole che le immagini siano intrappolate nella macchina fotografica che devo andare a recuperare a casa di Uomo Teutonico.
Arriverà domani, abbiate fede -anche se tanto non ci farete gran che, soprattutto quelli che sanno già di cosa sto parlando e che la aspettavano da giorni.... Vittoria, mi dispiace-, per ora posto questa riuscitissima quiche preparata ormai più di una settimana fa prima che me ne dimentichi la ricetta -visto che l'ho fatta un po' a casaccio-.
Non è una quiche classica: c'è la ricotta, che credo non faccia parte della lista degli ingredienti della quiche tradizionale e gli albumi delle uova li ho montati a neve. Lo so che normalmente non si fa, ma mi sono ricordata della quiche più buona della mia vita -mangiata qualche mese fa durante il mio viaggio a Los Angeles in un posticino francese che si chiama Little Next Door- e volevo provare a fare qualcosa di simile: soffice, alta, morbidosa come un soufflé.
E poi, insomma, la quiche è mia e ci faccio quello che mi pare.
QUICHE CON VERDURE
1 confezione di pasta brisè già pronta
3 uova
200 gr. di ricotta
200 ml di panna fresca
2 cucchiai abbondanti di parmigiano grattugiato
olio extra vergine d'oliva q.b.
sale q.b.
pepe nero q. b.
1 zucchina piccola
1 melanzana piccola
8-10 funghi champignon
1 porro
Scaldare il forno a 180° C.
Lavare il porro, affettarlo sottilmente eliminandone la parta verde e passarlo in una padella dai bordi alti con un filo d'olio extra vergine d'oliva.
Appena sarà appassito aggiungere la melanzana (sbucciata) e la zucchina tagliate a cubetti e i funghi tagliati a fettine non troppo sottili. Salare e pepare e lasciare cuocere finché le verdure saranno tenere ma non appassite.
Separare i tuorli dagli albumi.
Montare gil albumi a neve ben ferma con un pizzico di sale.
A parte sbattere i tuorli d'uovo con la panna e il parmigiano grattugiato. Aggiungere la ricotta, un pizzico di sale e pepe e solo alla fine, molto delicatamente, gli albumi montati a neve.
Prelevare circa un terzo del composto e mescolarlo alle verdure saltate.
Stendere la pasta brisè sul fondo e sulle pareti di una teglia dai bordi alti, versare prima il composto uova/verdure e alla fine il restante composto di uova.
Cuocere in forno caldo a 180° per 40-45 minuti.
Servire tiepida.
Etichette: piatti unici, piatti vegetariani, torte salate, uova
BUONA PASQUA
giovedì 9 aprile 2009
Ho una sfilza di piatti preparati -e fotografati- nei giorni scorsi e di ricettine pasquali che avevo intenzione di pubblicare -giustamente- prima di Pasqua.
Purtroppo però ultimamente sono sommersa di lavoro e non riesco a trovare un minuto da dedicare al blog.
Vorrà dire che le ricette pasquali dei prossimi giorni le preparerete a Natale o le terrete buone per l'anno prossimo.
Intanto buona Pasqua a tutti!
CROSTATA D'INFANZIA
martedì 7 aprile 2009
Io e la mia cuginetta Serena abbiamo sempre avuto la passione per i dolci e per la cucina in generale.
Abbiamo iniziato con il Dolce Forno e facendo le aiutanti della nonna, finché la voglia di far da sé è diventata irrefrenabile.
Approfittavamo di ogni avvenimento possibile: compleanni e onomastici di chiunque in famiglia, Natale, Pasqua, Capodanno, Santo Stefano e compleanno del pesce rosso. Ogni occasione era buona per mettersi ai fornelli, di nascosto dalla famiglia -ci piacevano le sorprese- e rigorosamente nottetempo.
Il nostro piano normalmente prevedeva:
-l'acquisto degli ingredienti necessari -ove non già presenti in dispensa- un paio di giorni prima dell'azione, dando fondo alle nostre paghette settimanali o inserendoli nelle liste della spesa dei babbi incaricati -no che non lo capivano i nostri babbi che quegli scarabocchi sulle loro liste erano i nostri, no!-
-l'occultazione di ingredienti e attrezzi, sempre un paio di giorni prima, ovunque fosse possibile -sotto i letti, tra i vestiti, negli armadi- cosí che quando la nonna all'improvviso aveva bisogno del frullatore ti toccava tirarlo fuori con un gioco di prestigio dalla doccia -no che non lo capiva la nonna, no!-
-la sveglia alle 3 del mattino -ovvio che nessuno ci sentisse-
-la tv accesa a massimo volume per coprire i rumori di pentole e sbattitori elettrici -eh, quando uno è un genio...-.
Da queste missioni culinarie sono nate le ciofeche più clamorose della nostra infanzia perché non c'era volta che non ci dimenticassimo qualche ingrediente o che non avessimo "idee geniali" che secondo noi avrebbero cambiato il futuro dell'alta cucina.
Così però, sbagliando, inventando, sperimentando, abbiamo pian piano imparato a destreggiarci sole solette tra i fornelli.
Grazie ai familiari compiacenti che il mattino seguente riuscivano a fingere un'espressione sorpresa pur avendo passato la notte in bianco e a buttar giù quelle sbobbe -e pure dicendo "mmm.... che buono!"- abbiamo continuato a provare e a divertirci fino a ottenere i primi veri risultati positivi.
Questa crostata è uno di quelli. Passata naturalmente anche lei per la fase suola da scarpa ma poi divenuta perfetta.
Ok, non sarà bellissima ma questa, giurin giurello, è LA crostata, la crostata delle crostate, la signora crostata, la regina crostata. Se siete alla ricerca della ricetta della crostata perfetta fìdatevi pure di questa.
E', insieme ai cannelloni, il nostro cavallo di battaglia di sempre, quello che si fa in fretta e non si sbaglia mai, quello di cui tutti ti chiedono la ricetta -e infatti in molti mi avevano già chiesto da tempo di pubblicarla sul blog- e che si fa fuori prima ancora che la si possa guardare -quindi alla fine chissenemporta se non è bellissima-.
Non è una crostata convenzionale, non si stende la frolla col matterello, non la si fa riposare in frigo, non si tagliano le strisce di pasta con la rotella dentellata. Però provate, poi mi direte.
Questa l'ho preparata per le colazioni di Omodestanza in visita a Berlino lo scorso weekend ed è fatta con una marmellata di SANNDORN -olivello spinoso- e arance. Inutile dire che potete sostituirla con la marmellata che preferite.
P.S. A proposito di Omodestanza e del progetto "tortini con la maionese" che avevamo per questo weekend: è arrivata la primavera qua, quella vera, vi pare che con le meraviglie di Berlino a disposizione potessimo chiuderci in casa a cucinare?
CROSTATA CON MARMELLATA DI SANDDORN E ARANCE
400 gr. di farina 00
200 gr. di zucchero
200 gr. di burro fuso (oppure 100 gr. di burro fuso + 100 gr. di olio d'oliva)
1 bustina di lievito
4 uova (3 tuorli + 1 uovo intero)
300 gr. di marmellata
Preriscaldare il forno a 180°.
Setacciare la farina con il lievito.
Sbattere bene le uova e lo zucchero con uno sbattitore elettrico.
Quando il composto sarà chiaro e spumoso aggiungere, poco a poco e alternando, il burro fuso e la farina mista al lievito.
Quando il composto sarà più compatto lavorarlo velocemente con le mani per pochi minuti (anche all'interno dello stesso contenitore).
Prelevare un bel pezzo di impasto (¾ abbondanti) e metterlo al centro di una teglia
grande (diametro 32 cm) imburrata e infarinata.
Con le dita schiacciare dolcemente l'impasto allargandolo verso i bordi dello stampo.
Versare la marmellata in un piatto fondo e mescolarla energicamente per un minuto per ammorbidirla.
Distribuirla al centro dell'impasto avendo cura di lasciare libera una cornice spessa circa 1 cm.
Su un piano leggermente infarinato lavorare il resto dell'impasto, prelevarne dei pezzetti, ricavarne velocemente dei cordoncini e adagiarli sulla marmellata in modo
da formare la caretteristica griglia.
Se volete potete adagiare un ulteriore cordoncino di pasta intorno alla griglia a mo' di cornice.
Cuocere in forno caldo a 180° per circa 45 minuti, poi lasciare riposare nel forno spento ancora per 10 minuti.
Sformare solo una volta raffreddata.
Questa ricetta partecipa alla raccolta 'Ricordi e Ricette' organizzata dal blog 'Il gaio mondo di Gaia'.
NOODLE SOUP ASIATICA
giovedì 2 aprile 2009
La ricetta di questa noodle soup asiatica è stata rubata ad Alex e variata appena appena con l'aggiunta di un paio di ingredienti.
Bè, provatela perché è di una goduria davvero incommensurabile, di quelle da leccarsi la ciotola e la pentola e i mestoli e le dita e i baffi e... insomma, era proprio buona.
Mi auguro che gli ingredienti giappo-cino-viet-thai richiesti non siano di troppo difficile reperibilità in Italia perché sarebbe davvero un peccato non provarla.
Io ho usato gli udon giapponesi invece dei tagliolini cinesi indicati nella ricetta perché.... perché, guardateli, non sono troppo belli?
ZUPPETTA ASIATICA
Dosi per 2 (ma anche 3):
Per il brodo:
un filo d'olio extra vergine d'oliva
2 carote
un pezzetto di sedano-rapa (o 2 gambi di sedano)
2 cipolle
1 peperoncino
10-12 funghi Tungkow vietnamiti essiccati (o Shiitake); potete sostituire forse con dei porcini essiccati)
Per la zuppa:
120 gr. di udon giapponesi (o tagliolini cinesi o quello che vi pare)
4 cucchiai di olio d'oliva
200 gr. di petto di pollo tagliato a striscioline
1 zucchina tagliata a cubetti
mezza melanzana tagliata a cubetti
5-6 cipollotti
1 cucchiaio di pasta di curry verde
160 ml di latte di cocco
un pezzetto di zenzero grattugiato
2 spicchi d'aglio tritati
1 cucchiaio di salsa di pesce
il succo di 1 lime
sale q.b.
erba cipollina (o coriandolo) q.b.
semi di sesamo q.b.
Preparare il brodo:
Mettere un filo d'olio in una pentola, aggiungere le cipolle tagliate a tocchetti grossi, dopo un minuto aggiungere carote e sedano rapa (o gambi di sedano) tagliati a tocchetti, il peperoncino tagliato a fettine sottili (con tutti i suoi semini) e lasciare andare per pochi minuti sulla fiamma alta.
Coprire con abbondante acqua (circa 1 lt), aggiungere i funghi essiccati e lasciar cuocere per un'oretta.
Nel frattempo far scaldare due cucchiai d'olio in un wok o in una padella larga e dai bordi alti, rosolarci il petto di pollo tagliato a striscioline e tenerlo da parte.
Aggiungere un paio di cucchiai d'olio nel wok e rosolare per circa 5 minuti i cipollotti tagliati in pezzi grossi e le melanzane e le zucchine tagliate a dadini.
Aggiungere l'aglio tritato e lo zenzero grattugiato e lasciare insaporire per un minuto.
Unire la pasta di curry.
Unire circa mezzo litro di brodo, tutti i funghi da esso prelevati insieme a qualche pezzetto di cipolla e di peperoncino, il latte di cocco, la salsa di pesce e far cuocere il tutto sul fuoco basso per circa un quarto d'ora. Aggiustare di sale se necessario.
Cuocere gli udon in acqua bollente salata per 7-8 minuti o come indicato sulla confezione.
Scolarli, unire tagliolini e pollo al resto della zuppa e condire con il succo di lime.
Servire con del coriandolo fresco o dell'erba cipollina tritata e una manciata di semi di sesamo.
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INSALATA DI KOHLRABI, POLLO, RADICCHIO E VALERIANA CON VINAGRETTE AL MIELE
mercoledì 1 aprile 2009
E' di una tale semplicità questa insalata che non volevo nemmeno pubblicarla.
Poi però mi piacevano così tanto i colori di questa foto che mi son detta "machissene".
Sono quattro ingredienti come tanti, quelli che avevo in frigo e che volevo/dovevo far fuori prima che lo facessero loro prendendo vita, saltando fuori dal frigorifero e prendendo in assalto il mio appartamento.
Nello specifico:
i resti di un pollo arrosto cucinato la sera prima,
un kohlrabi che non vedevo l'ora di assaggiare crudo in insalata,
del radicchio e
dell'insalatina valeriana (songino).
Il tutto condito con una vinagrette così composta:
3-4 cucchiai di aceto balsamico,
mezzo cucchiaino senape,
mezzo cucchiaino scarso di zucchero,
mezzo cucchiaino di miele,
mezzo cucchiaino scarso di origano
mezzo cucchiaino scarso di basilico tritato
sale q.b
pepe nero q.b.
2-3 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
Emulsionare bene il tutto e solo alla fine, poco prima di aggiungere la vinagrette all'insalata, unire l'olio extra vergine d'oliva e mescolare bene col resto.
Servire l'insalata con la vinagrette e una manciata di foglie di menta tritate finemente.
TAGLIATELLE AL PESTO DI MENTA, NOCCIOLE E MANDARINO E POMODORINI CONFIT
martedì 31 marzo 2009
Non c'ho tanta voglia di scrivere oggi...
TAGLIATELLE ALL'UOVO CON PESTO DI MENTA, NOCCIOLE E MANDARINO E POMODORINI CONFIT
Per la pasta all'uovo:
2 uova
200 gr. di farina 00
10 gr. di semola di grano duro
1 pizzico di sale
Per il pesto:
15 foglie di menta fresca
1 cucchiaino scarso di prezzemolo tritato
75 ml di olio extra vergine d'oliva
nocciole circa 25
il succo di 1 piccolo mandarino
sale q.b.
pepe q.b.
10-12 pomodorini
sale q.b.
olio q.b.
origano q.b.
Preparare la pasta:
Mescolare le due farine con un pizzico di sale e formare una fontana.
Rompere le uova al centro della fontana e incorporarle prima delicatamente con una forchetta, poi per una decina di minuti con le mani fino ad ottenere un composto elastico.
Lasciare riposare per un'oretta.
Tirare la sfoglia e con l'apposito attrezzo formare le tagliatelle che lascerete su un vassoio spolverato di semola di grano duro perché non si attacchino.
Tagliare i pomodorini a metà, disporli sulla placca da forno, condirli con un filo d'olio extra-vergine d'oliva, sale e origano e metterli in forno a 140° per un'oretta.
Pulire le foglie di menta con un panno umido e metterle nel frullatore insieme alle nocciole, il succo di mandarino, il prezzemolo, un pizzico di sale e una grattugiata di pepe.
Frullare per uno o due minuti aggiungendo pian piano, a filo, l'olio extra vergine d'oliva.
Cuocere la pasta in abbondante acqua bollente salata e condire col pesto e i pomodorini confit.
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PASTA !!! (COME SE PIOVESSE)
lunedì 30 marzo 2009
Rassegnatevi, per un po' questo blog sarà un tripudio di turtelìn, fettuccine, ravioli e pasta fresca di ogni specie: giusto il tempo di esaurire l'entusiasmo per il mio nuovo acquisto, la macchina della pasta.
Non so davvero come mi sia saltato in mente di dire addio al vecchio metodo della nonna -e al bastone da scopa finora utilizzato a mo' di mattarello per ottenere sfoglie grandi come tappeti- per dare il via all'era della modernità.
Sì, perché -è un'assurditá, mi rendo conto- io la macchina della pasta -stiamo parlando di quella a manovella, eh! Mica tecnologie!- la considero ancora un aggeggio fighetto e ultramoderno -figuriamoci quando ho visto il KitchenAid a casa dell'uomo teutonico: nonostante lo desiderassi da una vita non l'ho ancora nemmeno sfiorato... ed è più di un mese che è là-.
Siccome però il tempo è quello che è, mi son detta "proviamo"... almeno fino a quando non mi verrà nostalgia -perché succederà, già lo so- dei metodi antichi.
Ho iniziato con un doppio di ravioli: i primi ripieni di patate dolci, tartufo nero e formaggella di capra di Collio (questi ultimi preziosi acquisti dei miei recenti viaggi in Italia) e gli altri, preparati solo perché il primo ripieno non bastava per tutte le sfoglie che mi sono ritrovata all'improvviso, di ricotta, gorgonzola e zucca -pezzetto saggiamente congelato a tempo debito-.
Del secondo ripieno non ho pesato nemmeno un ingrediente, désolé, mi sono dimenticata.
Fate a occhio e secondo gusti, non è per niente difficile, giuro.
BIS DI RAVIOLI:
PATATE DOLCI, TARTUFO NERO E FORMAGGELLA DI CAPRA
e
ZUCCA, RICOTTA E GORGONZOLA
Per la pasta all'uovo:
300 gr. di farina 00
20 gr. di semola di grano duro
3 uova
1 pizzico di sale
1 albume
Per il primo ripieno:
400 gr. di patate dolci
10 gr. di tartufo nero grattugiato o affettato molto finemente
50 gr. di formaggella di capra di Collio (o altro formaggio simile a pasta morbida)
parmigiano grattugiato q.b.
sale q.b.
pepe q.b.
Per il secondo ripieno:
zucca, ricotta, gorgonzola, parmigiano grattugiato, prezzemolo, sale, pepe: tutto q.b.
Lessare le patate in abbondante acqua bollente e cuocere al vapore la zucca tagliata a cubetti.
Preparare la pasta:
Mescolare le due farine con un pizzico di sale e formare una fontana.
Rompere le uova al centro della fontana e incorporarle prima delicatamente con una forchetta, poi per una decina di minuti con le mani fino ad ottenere un composto elastico.
Lasciare riposare per un'oretta. Nel frattempo preparare i due ripieni.
Per il primo ripieno:
Ridurre le patate in purea con lo schiacciapatate, lasciarle raffreddare e una volta fredde impastarle con abbondante parmigiano grattugiato, un pizzico di sale, una spolverata di pepe nero e il tartufo tagliato finemente.
Per il secondo ripieno:
Ridurre la zucca in purea con lo schiacciapatate, lasciarla raffreddare e una volta fredda impastare con abbondante parmigiano grattugiato, ricotta, gorgonzola, prezzemolo tritato, sale e pepe.
Stendere la foglia non troppo sottile e tenerne da parte metà.
Distribuire su parte della prima metà di sfoglia con un cucchiaino dei mucchietti di ripieno di patate e un cubetto di formaggella a distanza regolare.
Distribuire sul resto della prima metà di sfoglia con un cucchiaino dei mucchietti di ripieno di zucca a distanza regolare, tenendone da parte un paio di cucchiai per il condimento.
Spennellare l'albume negli spazi tra i vari mucchietti di ripieno. In questo modo i ravioli non si apriranno durante la cottura.
Usare la sfoglia tenuta da parte per ricoprire la metà col ripieno.
Tagliare i ravioli con l'apposito attrezzino -o con la rotella tagliapasta dentellata-.
Sciogliere in una padella una noce di burro, aggiungere qualche dadino di gorgonzola, un paio di cucchiai di ripieno di zucca tenuto precedentemente da parte e qualche cucchiaio di latte.
Lessare i ravioli in abbondante acqua bollente salata, scolarli con la schiumarola, unirli alla salsa gorgonzola/zucca e saltare in padella per un paio di minuti.
Servire con una spolverata di parmigiano.
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