TORTA CIOCCOLATO E PERE & HANGOVERISSIMO
venerdì 20 marzo 2009
Stavo già quasi per mancare alla promessa di ieri viste le misere condizioni fisiche in cui verso -ahimè, troppa festa per il mio compleanno!- ma ho appena deciso di fare l'ultimo sforzo e scrivere, con gli occhi che mi si incrociano, questa ricetta in velocità.
E colgo l'occasione per ringraziare tutti.
Non è stata l'impareggiabile e colossale festa a sorpresa organizzatami l'anno scorso da Omodestanza -che in questo blog è più citato delle torte- ma è stato un compleanno bellissimo. Grazie davvero.
TORTA CIOCCOLATO E PERE
2-3 pere Williams
6 uova
250 gr. di cioccolato fondente
250 gr. di zucchero
200 gr. di farina
250 gr. di burro
una bustina di lievito
un pizzico di sale
una bustina di vanillina
zucchero a velo q.b.
Sciogliere il cioccolato a bagnomaria.
Sciogliere il burro.
Montare gli albumi a neve con un pizzico di sale.
Sbattere bene i tuorli con lo zucchero e la vanillina sino a ottenere un composto chiaro e spumoso.
Aggiungere pian piano la farina, il burro fuso, il cioccolato fuso, la bustina di lievito e infine, delicatamente, gli albumi montati a neve.
Versare il composto in una teglia imburrata e infarinata e distribuirvi a piacere le pere tagliate a tocchi grossi (affondandole leggermente verso il centro dell'impasto).
Cuocere in forno caldo a 180° per circa 1 ora.
Niente paura se alla prova stecchino l'impasto dovesse risultare ancora un po' liquido: sono le pere che rilasciano molta acqua e il composto si asciugherà in breve tempo.
Lasciare riposare la torta ancora dieci minuti nel forno spento.
Cospargere a piacere con zucchero a velo.
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BUON COMPLEANNO ! ! ! !
giovedì 19 marzo 2009
Lo so, non si fa così, non si abbandona il blog per settimane senza nemmeno avvisare e so già che qualcuno è stanco stufo di vedere 'sti bigoi in salsa dal 4 di marzo. Per tutto questo tempo sono stata via, una settimana a Milano per lavoro e un'altra a Roma di pura, meritata, goduriosissima vacanza. Sì, ci sarebbe pure una mezza idea di una qualche specie di reportage fotografico ma conoscendomi direi che è meglio non far promesse da marinaio e attendere che la voglia di riguardare, selezionare, ritoccare quella montagna di immagini mi salti addosso. Inutile dire che al mio ritorno mi sono ritrovata -come sempre- un colossale accumulo di opere incompiute di varia natura e che quindi di cucinare non se ne è parlato proprio. Per farmi perdonare però torno carica di dolci preparati -ieri- per il mio compleanno -di oggi-. Senza considerare poi tutte le bontades che ho comprato a Milano e Roma nei giorni scorsi e dalle quali tirerò fuori presto -si spera- altrettante delizie -sì, me la canto e me la suono, oggi lasciatemelo fà-. Queste intanto sono le tre torte (eh bè, siamo tanti) che ho portato oggi a lavoro per festeggiare coi miei colleghi. Per ora foto di tutte, ricetta di una sola (altrimenti me lo sogno di riuscire a postare entro oggi). Seguiranno presto le altre due. E anche i dolci dei festeggiamenti privati. E il reportage. E il meme (Lisa, non mi sono dimenticata, lasciami riprendere dai festeggiamenti di stasera e ci torno). BUON COMPLEANNO MARIA!!! Per l'impasto: 320 gr. di farina 00 60 gr. di zucchero una noce di burro 20 gr. di lievito di birra 1 bicchiere di latte 2 tuorli
Per la crema al limone: 2 tuorli 3 cucchiai di zucchero 2 cucchiai di farina 1 limone 2 bicchieri di latte mezza stecca di vaniglia
Sciogliere il lievito di birra e la noce di burro in qualche cucchiaio di latte tiepido. Aggiungere 50 gr. di farina e impastare fino a ottenere una pallina morbida. Coprirla con un panno e lasciarla riposare per un'oretta. Trascorso questo periodo reimpastare la pallina lievitata col resto della farina, lo zucchero, i tuorli e il resto del latte sino a ottenere un impasto morbido.
Preparare la crema pasticcera al limone:
Incidere la stecca di vaniglia con un coltellino, estrarne i semini ed unirli al latte. Scaldare il latte e la vaniglia insieme con la scorzetta di limone. In un tegame a parte mescolare bene i due tuorli con lo zucchero e un paio di cucchiai di latte freddo. Aggiungere la farina, il succo del limone e amalgamare bene fino ad ottenere un composto chiaro. Quando il latte sarà caldo aggiungerlo al composto di uova e portare su fuoco bassissimo mescolando bene per pochissimi minuti finché la crema sia compatta e senza grumi. Lasciare raffreddare. Quando la crema sarà fredda aggiungervi 4-5 cucchiai di panna montata (potete aumentare o diminuire la quantità di panna secondo la consistenza desiderata) e mescolare bene. Stendere la pasta col mattarello in una sfoglia rettangolare spessa circa 3 mm, spalmarvi la crema pasticcera al limone e avvolgere la pasta (lungo il lato più lungo) formando un rotolo. Tagliare il rotolo a fette spesse circa 5 cm e disporre i rotolini così ottenuti sul fondo di una teglia imburrata e zuccherata avendo cura di distanziarli un po' l'uno dall'altro perché poi, lievitando, si gonfieranno. Coprire la taglia con un panno e lasciare riposare per due ore. A lievitazione avvenuta spennellare con un po' di latte e passare in forno caldo a 180° per circa 40 minuti.
L'opera terminata prima di andare a lavoro e Cynthia Barcomi, ne parleró la prossima volta)
TORTA DELLE ROSE CON CREMA AL LIMONE
BIGOLI IN SALSA
mercoledì 4 marzo 2009
Sono un po' in soggezione a postare questa tipica ricetta veneta in terra germanica e con le mie origine calabro/africane.
E' però uno dei miei piatti preferiti.
E' anche un omaggio a Treviso, la città che mi ha ospitata per oltre quattro anni e in cui ho trascorso uno dei miei periodi più felici -probabilmente è una ricetta più veneziana che trevigiana, ma è a Treviso che ho mangiato i “bigoi“ per la prima volta e poi, insomma, sempre Veneto è-.
Ed è un omaggio al mio amico Mauro/Omodestanza che ogni volta che viene a trovarmi a Berlino si ricorda delle cose che amavo della Marca trevigiana e me le porta in dono -questi doni a volte possono includere anche un “panino della Gisella“, un vero e proprio sfilatino da mezzo chilo con tanto di insalata annerita, mozzarella stantia e salsa rosa acida comprato due giorni prima in una delle mie osterie preferite di allora, si spera come dono simbolico... ma questo è un altro discorso-.
Se vi riesce di fare i bigoli a mano tanto meglio, io proprio non avevo tempo.
Questi qui portati da Omodestanza da Treviso comunque hanno fatto la loro porca figura.
BIGOLI IN SALSA
Per due:
200 gr. di bigoli
2 cipolle bianche medie
40 gr. di acciughe sotto sale
olio extra vergine d'oliva q.b.
pepe nero q.b.
Pulire accuratamente le acciughe.
Affettare le cipolle sottilmente e farle soffriggere per qualche minuto a fiamma media in qualche cucchiaio di olio extra vergine d'oliva.
Aggiungere due cucchiai d'acqua calda (prelevati dalla pentola per la cottura della pasta) e continuare la cottura a fuoco basso e con coperchio per venti minuti o più finché la cipolla sarà completamente appassita aggiungendo, se necessario, qualche cucchiaio di acqua calda.
Aggiungere le acciughe pulite e tagliate a pezzettini, schiacciarle e mescolare bene fin quando non si saranno completamente liquefatte formando insieme alla cipolle una salsa densa.
Cuocere la pasta al dente e saltarla con la salsa di acciughe e abbondante pepe nero.
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VELLUTATA DI RADICE DI PREZZEMOLO, PATATE E PORRI
martedì 3 marzo 2009
E con la scoperta di questo direi che posso abbandonare definitivamente le mie lagnanze e gioire di tutte le novità culinarie che Berlino mi sta offrendo quest'anno.
Anche questo non ha un nome italiano -io almeno non l'ho trovato- e suppongo non sia troppo facile da scovare in Italia.
In tedesco si chiama WURZELPETERSILIE e altro non è che la radice del prezzemolo (wurzel = radice, petersilie = prezzemolo).
Simile, credo, al sedano rapa -anche quello non troppo diffuso nella penisola ma almeno un nome italiano ce l'ha- da crudo ha un sapore a metà tra sedano e finocchio che diventa leggermente dolciastro in cottura.
Quindi zuppetta, 'ché la primavera è alle porte e queste sono le ultime cartucce -si spera-.
VELLUTATA DI RADICE DI PREZZEMOLO, PATATE E PORRI
Per 2:
2 radici di prezzemolo
1 porro
1 patata
2 scalogni
brodo vegetale q.b.
sale q.b.
pepe q.b.
erba cipollina q.b.
Far appassire in una noce abbondante di burro il porro e gli scalogni affettati sottilmente.
Aggiungere le patate tagliate a fettine sottili e le radici di prezzemolo tagliate a tocchetti.
Far andare per 5-10 minuti sulla fiamma alta e coprire col brodo caldo.
Cuocere per 20-30 minuti o fino a quando le verdure si saranno ammorbidite.
Passare tutto al mixer, aggiungere pepe e sale (se necessario) e servire con una spolverata di erba cipollina.
PANCAKES DELLA DOMENICA
lunedì 2 marzo 2009
Prima domenica di sole! Tutto d'un colpo abbiamo 10 gradi quando solo lo scorso weekend nevicava chediolamandava.
Per sfruttare immediatamente la giornata meravigliosa -mai sottovalutare la repentinità dei cambiamenti climatici qui!- sono corsa al mercatino dell'usato a comprarmi l'ennesima bici -non devo aggiungere che le prime due, due in meno sei mesi, me le sono fatte rubare lasciandoci, entrambe le volte, le chiavi attaccate..... vero?- e credo di non aver mai visto prima tanta gente riversarsi per strada e nei parchi tutta d'un colpo.
E' l'entusiasmo del primo raggio di sole dopo un inverno gelido e i n t e r m i n a b i l e.
Per festeggiare la prima domenica soleggiata a Berlino colazione a base di pancakes!
La ricetta l'ho copiata pedissequamente dalla rivista di Jamie Oliver ed erano una bomba.
Per 5-6 pancakes:
3 uova grandi
115 gr. di farina
1 cucchiaino di lievito in polvere
140 ml di latte
un pizzico di sale
Mescolare i tuorli con la farina, il lievito e il latte.
Aggiungere gli albumi montati a neve ben ferma con un pizzico di sale.
Scaldare una padella antiaderente, farvi sciogliere un cucchiaino di burro e distribuirlo con l'aiuto di un pezzo di carta assorbente.
Versare un mestolo di composto nella padella e quando il pancake inizia a dorarsi e asciugarsi sollevarne i bordi e girarlo con l'aiuto di una spatola. Cuocere ancora per qualche secondo.
Cuocere tutti i pancakes fino a esaurimento della pastella.
Servire a piacere con zucchero a velo, sciroppo d'acero, marmellata o frutta fresca.
KOHLRABI
venerdì 27 febbraio 2009
Non sono incredibili?
Hanno un che di spaventoso ma tenero allo stesso tempo questi Kohlrabi.
Mi fanno pensare a delle nuove forme di vita su un pianeta rimasto deserto nell'anno 5034. Delle forme di vita buone però.
Ho iniziato a vederne dappertutto.
All'inizio sono stata scettica e ho tirato dritto poi la curiosità ha vinto e ne ho preso solo uno, così, per provare.
Sono tornata a casa, ho googlato un po':
Ho letto che sono della stessa famiglia dei cavoli e che si possono mangiare anche crudi. Crudi??? Assaggiamolo, va. E con la faccia di una che sta per prendere una pozione magica ne ho assaggiato un pezzettino... magia per davvero!
Saltano in men che non si dica sul podio delle mie verdure preferite.
A mio avviso sanno di nocciole fresche, quelle giovani giovani, ancora nel guscio, non ancora essiccate, con la pellicina morbida che si toglie con le mani. Presente? E c c e z i o n a l i .
Non ho fatto in tempo a combinarci nulla perché era troppo buono e m'o so' magnato così com'era, crudo.
Naturalmente poi ne ho comprati degli altri, DOVEVO cucinarci qualcosa.
Ho iniziato con delle polpette e ci ho pure mischiato delle patate per stare sicura -non si fa, lo so- ma non vedo l'ora di prepararci di tutto.
Le dosi sono un po' a caso, confidavo così poco in questo primo esperimento -e sbagliavo- che mi sono scordata di pesare tutto.
Buon week end!
POLPETTE DI KOHLRABI E PATATE
3 Kohlrabi
1 patata media
2 uova
parmigiano grattugiato q.b.
sale q.b.
pepe q.b.
noce moscata q.b.
farina q.b.
pane grattugiato q.b.
Sbucciare i kohlrabi, tagliarli a tocchetti piuttosto grossi e lessarli in abbondante acqua.
Lessare la patata con tutta la buccia.
Quando saranno entrambi morbidi scolarli, sbucciare la patata e ridurli in purea con lo schiacciapatate.
Lasciare raffreddare un po', poi aggiungere abbondante parmigiano grattugiato, un uovo, sale, pepe, noce moscata e un po' di pane grattugiato e impastare fino a formare un composto morbido.
Formare le polpette. Passarle nella farina, nell'uovo sbattuto e nel pane grattugiato.
Friggere o passare in forno preriscaldato a 200° per una decina di minuti (queste nella foto sono fatte al forno).
RISOTTO AI PORRI E RADICCHIO DI BERLINO
giovedì 26 febbraio 2009
No, non è che il blog mi stia dando tanta dipendenza da indurmi a impiattare, decorare, scattare più volte lo stesso piatto ogni volta che cucino.
E' che il mio cervello proprio non ci arriva a capire che quando si è in due si cucina per due, quando si è in tre si cucina per tre e così via.
Soprattutto quando devo cucinare per me sola vado nel panico: calcoli come 200gr / 2 = 100 gr o 2uova / 2 = 1 uovo mi risultano più complessi del concetto di fissione atomica.
E così ieri, nonostante l'uomo teutonico fosse via per lavoro, ho cucinato per due -...ehm, e mezzo-.
Impiattato, decorato, fotografato, degustato. E subito dopo viavai interminabile dalla cucina al divano e viceversa spiluccando il resto.
Perché non farla finita?
Ari-impiatta, ari-decora, ari-fotografa, ari-degusta e non se ne parla più, i buoni propositi un'altra volta.
Dosi per due:
100 gr. di porri
mezzo radicchio piccolo
160 gr. di riso Carnaroli
brodo vegetale q.b.
mezzo bicchiere di vino bianco
burro q.b.
sale q.b.
pepe nero q.b.
parmigiano grattugiato q.b.
Sciogliere in un tegame una noce di burro, aggiungere i porri affettati sottilmente, un mestolo d'acqua, un pizzico di sale e cuocere finché l'acqua sia stata tutta assorbita (o comunque fino a quando i porri siano ben appassiti).
Aggiungere metà del radicchio affettato sottilmente.
Nel frattempo sciogliere una noce di burro in una padella a parte, aggiungere il riso e farlo tostare per qualche minuto girando continuamente.
Sfumare col vino bianco dealcolizzato.
Unire il riso ai porri e al radicchio e portare a cottura aggiungendo il brodo bollente poco per volta.
Verso fine cottura aggiungere il resto del radicchio e aggiustare di sale e pepe.
A cottura ultimata mantecare con una noce di burro e parmigiano a piacere.
Decorare con del radicchio crudo affettato sottilmente ed erba cipollina.
SUPERCALIFRAGILISTICHESPIRALIDOSO
mercoledì 25 febbraio 2009
Era un po' che volevo provare questo piatto.
Ho assaggiato qualcosa di simile secoli fa in un ristorante qui a Berlino, mi sono riproposta per mesi di rifarlo ma poi -come al solito- ho rimandato rimandato rimandato finché quel già labile ricordo che avevo si è perso quasi del tutto.
Insomma, ricotta e carote sono rimaste, il resto è venuto un po' a caso e al momento e, devo dire, meglio così.
P.S. Non è più semplice 'Supercalifragilistichespiralidoso' di
'CANNELLONI RIPIENI DI RICOTTA, CAROTE SPEZIATE E MENTA SU FONDUTA DI PARMIGIANO CON POMODORINI AL FORNO E SPINACI FRESCHI'?
Dosi per 2:
Per le crêpes:
2 uova intere
150 gr. di farina
2 bicchieri di latte
1 cucchiaio di olio extra vergine d'oliva
sale q.b.
noce moscata q.b.
Per il ripieno:
2 carote grosse
250 gr. di ricotta fresca
5-6 foglie di menta fresca
2-3 chiodi di garofano
mezzo cucchiaino di noce moscata
mezzo cucchiaino di cannella in polvere
parmigiano grattugiato q.b.
sale q.b.
pepe q.b.
Per la decorazione:
10-12 pomodorini
olio q.b.
sale q.b.
origano q.b.
10-12 foglie di spinaci freschi
Per la salsa:
200 ml di panna fresca
80 gr. di parmigiano
1 noce di burro
noce moscata q.b.
Tagliare i pomodorini a metà, disporli sulla placca da forno, condirli con un filo d'olio extra-vergine d'oliva, sale e origano e metterli in forno a 140° per un'oretta.
Lavare bene le foglie di spinaci e tenerle da parte.
Lavare le carote, pelarle, tagliarle a pezzetti piuttosto piccoli e metterle in una pentola insieme a noce moscata, cannella in polvere, chiodi di garofano e sale.
Coprire d'acqua e cuocere per circa 20 minuti o fino a quando le carote saranno diventate morbide.
Scolare, eliminare i chiodi di garofano e tenere da parte.
Nel frattempo preparare le crêpes:
Preparare la pastella mescolando tutti gli ingredienti fino ad ottenere una crema liscia e omogenea. Lasciare riposare mezz'oretta.
Scaldare per qualche minuto una piccola padella antiaderente, farvi sciogliere un cucchiaino di burro e distribuirlo con l'aiuto di un pezzo di carta assorbente.
Versare un po' di impasto nella padella (dovranno risultare delle crêpes molto sottili) e subito rotearla con movimenti veloci per distribuire uniformemente l'impasto.
Dopo circa mezzo minuto staccare delicatamente il bordo della crêpe dalla padella (con l'aiuto di una spatolina di legno) e girarla. Far cuocere per altri 20 secondi.
Mescolare di tanto intanto la pastella durante la preparazione delle crêpes.
Disporre le crêpes su una tovaglia pulita e far raffreddare.
Mescolare le carote insieme alla ricotta, alle foglia di menta tritate finemente e a un pizzico di sale e pepe.
Distribuire su ogni crêpe una spruzzatina di parmigiano grattugiato e un mucchietto di composto carote/ricotta.
Arrotolare le crêpes e cuocerle in forno per 10 minuti.
Intanto preparare la fonduta di parmigiano:
Sciogliere una noce di burro, aggiungervi la panna e il parmigiano grattugiato.
Mescolare bene sul fuoco basso finché il parmigiano sia sciolto e il composto risulti liscio e omogeneo.
Versare qualche cucchiaio di salsa sul fondo del piatto, poggiarvi sopra le crêpes tagliate a metá e decorare con le foglie di spinaci e i pomodorini.
Spolverare con un po' di pepe nero e salsa di parmigiano a piacere.
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PANNA COTTA CON SALSINA DI MANGO
giovedì 19 febbraio 2009
Sono un po' pigra in questi giorni.
Scrivo poco e cucino ancora meno e le cene fuori sempre più frequenti mi impediscono di postare con la regolarità che vorrei.
Nei prossimi giorni sarà ancora peggio -causa ospiti in arrivo mi trasformerò per la ottocentosessantamilionesima volta in guida turistica della zona di Berlino e Brandeburgo- quindi per lavarmi la coscienza vi lascio la ricetta di queste piccole pannacotte con salsa (perché chiamarla 'coulis' mi mette un po' di soggezione) di mango.
Vi dovr
La ricetta originale viene da lei, la riporto per comodità, ho solo cambiato sensibilmente le dosi.
PANNACOTTA CON COULIS DI MANGO
Per la panna cotta:
200 ml di panna
60 gr. di zucchero
1,5 fogli di colla di pesce
mezza stecca di vaniglia
Per la coulis di mango:
1 mango
70 gr. di zucchero
2 cucchiai di acqua
Mettere a mollo la colla di pesce per dieci minuti.
Incidere con un coltellino il baccello di vaniglia, estrarne i semi e unirli alla panna e allo zucchero che porterete sul fuoco quasi a bollore, sempre mescolando.
Strizzare la gelatina ammorbidita e unirla alla panna.
Mescolare finché non sia sciolta.
Versare nei bicchierini e mettere in frigo fin quando la panna cotta si sarà rappresa.
Frullare il mango tagliato a pezzetti insieme allo zucchero e a un paio di cucchiai di acqua, poi cuocere per 10-15 minuti.
Versare uno strato di salsa di mango sulla panna cotta e conservare in frigo fino al momento di servire.
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CANNONCINI ALLA CREMA PASTICCERA
lunedì 16 febbraio 2009
Ho comprato questi coni metallici qualche mese fa mossa dalla curiosit
Considerando però che ultimamente alcuni miei esperimenti culinari non sono troppo fortunati ho deciso per questa volta di dire no alle ciofeche e di andare sul sicuro con questi cannoncini alla crema pasticcera.
Una delle scelte pi
Per i cannoncini:
1 confezione di pasta sfoglia già stesa
1 uovo
zucchero q.b.
Per la crema:
2 tuorli
50 gr. di zucchero
25 gr. di farina
250 ml di latte
1 scorzetta di limone
1 stecca di vaniglia
4-5 cucchiai di panna montata non zuccherata
Tagliare col coltello delle strisce di pasta sfoglia dello spessore di circa 2 cm per i cannoncini piccoli e 2,5 cm per quelli più grandi.
Arrotolare le strisce a spirale intorno ai coni di metallo sovrapponendo man mano la pasta di circa mezzo centimetro.
Passare i cannoncini prima nell'uovo sbattuto e poi nello zucchero (possibilmente lasciando libera la porzione del cannoncino che poggerà sulla placca per evitare che lo zucchero bruci durante la cottura) e passare in forno caldo per circa 15 minuti.
Nel frattempo preparare la crema pasticcera:
Incidere la stecca di vaniglia con un coltellino, estrarne i semini ed unirli al latte.
Scaldare il latte e la vaniglia insieme con la scorzetta di limone.
In un tegame a parte mescolare bene i due tuorli con lo zucchero e un paio di cucchiai di latte freddo.
Aggiungere la farina e amalgamare bene fino ad ottenere un composto chiaro.
Quando il latte sarà caldo aggiungerlo al composto di uova e portare su fuoco bassissimo mescolando bene per pochissimi minuti finché la crema sia compatta e senza grumi.
Lasciare raffreddare crema e cannoncini.
Quando la crema sarà fredda aggiungervi 4-5 cucchiai di panna montata (potete aumentare o diminuire la quantità di panna secondo la consistenza desiderata) e mescolare bene.
Riempire i cannoncini con la sac á poche da entrambi i lati e lasciare raffreddare in frigo per un'oretta prima di servire.
IL COLORE VIOLA: PART II
venerdì 13 febbraio 2009
E gnocco fu.
Come ho scritto già nel post precedente le patate violette non sono le migliori per questo tipo di preparazione ma la tentazione era troppo forte e così eccoli qua.
Carini sono carini ma sono venuti un po' gommosetti, mica di quelli morbidi morbidi che si sciolgono in bocca!
Quindi la prossima volta le solite patate farinose e non se ne parla più.
E dopo questa ricetta basta viola per un po'.
Per due persone:
Per gli gnocchi:
300 gr. di patate
70 gr. di farina
1 uovo
sale q.b.
noce moscata q.b.
Per la salsa:
50 gr. di gorgonzola
1 noce di burro
2 cucchiai di latte
Lessare le patate con tutta la buccia in abbondante acqua.
Sbucciarle, ridurle in purea con lo schiacciapatate e lasciarle raffreddare (è molto importante che si raffreddino perché cosí dopo non assorbiranno molta farina e
l'impasto verrà più morbido).
Una volta fredde aggiungere un uovo, la farina, un pizzico di sale e una grattata di noce moscata.
Impastare velocemente fino ad ottenere una pasta morbida.
Formare dei cordoncini del diametro di circa 1,5 cm e ricavarne col coltello tanti
bastoncini di uguale lunghezza.
Disporli su un vassoio leggermente infarinato.
Sciogliere una noce di burro in un pentolino, aggiungere il gorgonzola tagliato a pezzetti e un paio di cucchiai di latte e mescolare sul fuoco basso finché il formaggio si sarà sciolto completamente.
Cuocere gli gnocchi in acqua bollente salata e prelevarli con la schiumarola quando
saliranno in superficie.
Saltare mezzo minuto con la salsa al gorgonzola e servire caldi con una spolverata di pepe nero.
Mi ha fatto molto piacere ma sono al tempo stesso un po' in imbarazzo perché non so proprio a chi assegnarli. Sono fatta proprio poco per queste cose e ci capisco ancora meno: saró messa al rogo se fermo la catena?

