KOHLRABI

venerdì 27 febbraio 2009



Non sono incredibili?

Hanno un che di spaventoso ma tenero allo stesso tempo questi Kohlrabi.

Mi fanno pensare a delle nuove forme di vita su un pianeta rimasto deserto nell'anno 5034. Delle forme di vita buone però.

Ho iniziato a vederne dappertutto.

All'inizio sono stata scettica e ho tirato dritto poi la curiosità ha vinto e ne ho preso solo uno, così, per provare.

Sono tornata a casa, ho googlato un po': niente, questi kohlrabi non ce l'hanno un nome italiano. Eppure questi vengono dall'Italia, dice l'etichetta il nome italiano dei Kohlrabi é "cavolo-rapa" (grazie al mio amico Stefano e ad Alex per aver risolto l'enigma).

Ho letto che sono della stessa famiglia dei cavoli e che si possono mangiare anche crudi. Crudi??? Assaggiamolo, va. E con la faccia di una che sta per prendere una pozione magica ne ho assaggiato un pezzettino... magia per davvero!

Saltano in men che non si dica sul podio delle mie verdure preferite.

A mio avviso sanno di nocciole fresche, quelle giovani giovani, ancora nel guscio, non ancora essiccate, con la pellicina morbida che si toglie con le mani. Presente? E c c e z i o n a l i .

Non ho fatto in tempo a combinarci nulla perché era troppo buono e m'o so' magnato così com'era, crudo.

Naturalmente poi ne ho comprati degli altri, DOVEVO cucinarci qualcosa.

Ho iniziato con delle polpette e ci ho pure mischiato delle patate per stare sicura -non si fa, lo so- ma non vedo l'ora di prepararci di tutto.

Le dosi sono un po' a caso, confidavo così poco in questo primo esperimento -e sbagliavo- che mi sono scordata di pesare tutto.

Buon week end!


POLPETTE DI KOHLRABI E PATATE




3 Kohlrabi

1 patata media

2 uova

parmigiano grattugiato q.b.

sale q.b.

pepe q.b.

noce moscata q.b.

farina q.b.

pane grattugiato q.b.


Sbucciare i kohlrabi, tagliarli a tocchetti piuttosto grossi e lessarli in abbondante acqua.

Lessare la patata con tutta la buccia.

Quando saranno entrambi morbidi scolarli, sbucciare la patata e ridurli in purea con lo schiacciapatate.

Lasciare raffreddare un po', poi aggiungere abbondante parmigiano grattugiato, un uovo, sale, pepe, noce moscata e un po' di pane grattugiato e impastare fino a formare un composto morbido.

Formare le polpette. Passarle nella farina, nell'uovo sbattuto e nel pane grattugiato.

Friggere o passare in forno preriscaldato a 200° per una decina di minuti (queste nella foto sono fatte al forno).


RISOTTO AI PORRI E RADICCHIO DI BERLINO

giovedì 26 febbraio 2009



No, non è che il blog mi stia dando tanta dipendenza da indurmi a impiattare, decorare, scattare più volte lo stesso piatto ogni volta che cucino.

E' che il mio cervello proprio non ci arriva a capire che quando si è in due si cucina per due, quando si è in tre si cucina per tre e così via.

Soprattutto quando devo cucinare per me sola vado nel panico: calcoli come 200gr / 2 = 100 gr o 2uova / 2 = 1 uovo mi risultano più complessi del concetto di fissione atomica.

E così ieri, nonostante l'uomo teutonico fosse via per lavoro, ho cucinato per due -...ehm, e mezzo-.

Impiattato, decorato, fotografato, degustato. E subito dopo viavai interminabile dalla cucina al divano e viceversa spiluccando il resto.

Perché non farla finita?

Ari-impiatta, ari-decora, ari-fotografa, ari-degusta e non se ne parla più, i buoni propositi un'altra volta.


RISOTTO AI PORRI E RADICCHIO

Dosi per due:


100 gr. di porri

mezzo radicchio piccolo

160 gr. di riso Carnaroli

brodo vegetale q.b.

mezzo bicchiere di vino bianco

burro q.b.

sale q.b.

pepe nero q.b.

parmigiano grattugiato q.b.


Sciogliere in un tegame una noce di burro, aggiungere i porri affettati sottilmente, un mestolo d'acqua, un pizzico di sale e cuocere finché l'acqua sia stata tutta assorbita (o comunque fino a quando i porri siano ben appassiti).

Aggiungere metà del radicchio affettato sottilmente.

Nel frattempo sciogliere una noce di burro in una padella a parte, aggiungere il riso e farlo tostare per qualche minuto girando continuamente.

Sfumare col vino bianco dealcolizzato.

Unire il riso ai porri e al radicchio e portare a cottura aggiungendo il brodo bollente poco per volta.

Verso fine cottura aggiungere il resto del radicchio e aggiustare di sale e pepe.

A cottura ultimata mantecare con una noce di burro e parmigiano a piacere.

Decorare con del radicchio crudo affettato sottilmente ed erba cipollina.


SUPERCALIFRAGILISTICHESPIRALIDOSO

mercoledì 25 febbraio 2009

Era un po' che volevo provare questo piatto.

Ho assaggiato qualcosa di simile secoli fa in un ristorante qui a Berlino, mi sono riproposta per mesi di rifarlo ma poi -come al solito- ho rimandato rimandato rimandato finché quel già labile ricordo che avevo si è perso quasi del tutto.

Insomma, ricotta e carote sono rimaste, il resto è venuto un po' a caso e al momento e, devo dire, meglio così.


P.S. Non è più semplice 'Supercalifragilistichespiralidoso' di

'CANNELLONI RIPIENI DI RICOTTA, CAROTE SPEZIATE E MENTA SU FONDUTA DI PARMIGIANO CON POMODORINI AL FORNO E SPINACI FRESCHI'?


Dosi per 2:


Per le crêpes:

2 uova intere

150 gr. di farina

2 bicchieri di latte

1 cucchiaio di olio extra vergine d'oliva

sale q.b.

noce moscata q.b.


Per il ripieno:

2 carote grosse

250 gr. di ricotta fresca

5-6 foglie di menta fresca

2-3 chiodi di garofano

mezzo cucchiaino di noce moscata

mezzo cucchiaino di cannella in polvere

parmigiano grattugiato q.b.

sale q.b.

pepe q.b.


Per la decorazione:

10-12 pomodorini

olio q.b.

sale q.b.

origano q.b.

10-12 foglie di spinaci freschi


Per la salsa:

200 ml di panna fresca

80 gr. di parmigiano

1 noce di burro

noce moscata q.b.


Tagliare i pomodorini a metà, disporli sulla placca da forno, condirli con un filo d'olio extra-vergine d'oliva, sale e origano e metterli in forno a 140° per un'oretta.


Lavare bene le foglie di spinaci e tenerle da parte.


Lavare le carote, pelarle, tagliarle a pezzetti piuttosto piccoli e metterle in una pentola insieme a noce moscata, cannella in polvere, chiodi di garofano e sale.

Coprire d'acqua e cuocere per circa 20 minuti o fino a quando le carote saranno diventate morbide.

Scolare, eliminare i chiodi di garofano e tenere da parte.


Nel frattempo preparare le crêpes:

Preparare la pastella mescolando tutti gli ingredienti fino ad ottenere una crema liscia e omogenea. Lasciare riposare mezz'oretta.

Scaldare per qualche minuto una piccola padella antiaderente, farvi sciogliere un cucchiaino di burro e distribuirlo con l'aiuto di un pezzo di carta assorbente.

Versare un po' di impasto nella padella (dovranno risultare delle crêpes molto sottili) e subito rotearla con movimenti veloci per distribuire uniformemente l'impasto.

Dopo circa mezzo minuto staccare delicatamente il bordo della crêpe dalla padella (con l'aiuto di una spatolina di legno) e girarla. Far cuocere per altri 20 secondi.

Mescolare di tanto intanto la pastella durante la preparazione delle crêpes.

Disporre le crêpes su una tovaglia pulita e far raffreddare.


Mescolare le carote insieme alla ricotta, alle foglia di menta tritate finemente e a un pizzico di sale e pepe.


Distribuire su ogni crêpe una spruzzatina di parmigiano grattugiato e un mucchietto di composto carote/ricotta.


Arrotolare le crêpes e cuocerle in forno per 10 minuti.


Intanto preparare la fonduta di parmigiano:

Sciogliere una noce di burro, aggiungervi la panna e il parmigiano grattugiato.

Mescolare bene sul fuoco basso finché il parmigiano sia sciolto e il composto risulti liscio e omogeneo.


Versare qualche cucchiaio di salsa sul fondo del piatto, poggiarvi sopra le crêpes tagliate a metá e decorare con le foglie di spinaci e i pomodorini.


Spolverare con un po' di pepe nero e salsa di parmigiano a piacere.


PANNA COTTA CON SALSINA DI MANGO

giovedì 19 febbraio 2009



Sono un po' pigra in questi giorni.
Scrivo poco e cucino ancora meno e le cene fuori sempre più frequenti mi impediscono di postare con la regolarità che vorrei.
Nei prossimi giorni sarà ancora peggio -causa ospiti in arrivo mi trasformerò per la ottocentosessantamilionesima volta in guida turistica della zona di Berlino e Brandeburgo- quindi per lavarmi la coscienza vi lascio la ricetta di queste piccole pannacotte con salsa (perché chiamarla 'coulis' mi mette un po' di soggezione) di mango.
Vi dovr
à bastare per un bel po', temo.
La ricetta originale viene da lei, la riporto per comodit
à, ho solo cambiato sensibilmente le dosi.


PANNACOTTA CON COULIS DI MANGO


Per la panna cotta:

200 ml di panna

60 gr. di zucchero

1,5 fogli di colla di pesce

mezza stecca di vaniglia


Per la coulis di mango:

1 mango

70 gr. di zucchero

2 cucchiai di acqua


Mettere a mollo la colla di pesce per dieci minuti.

Incidere con un coltellino il baccello di vaniglia, estrarne i semi e unirli alla panna e allo zucchero che porterete sul fuoco quasi a bollore, sempre mescolando.

Strizzare la gelatina ammorbidita e unirla alla panna.

Mescolare finché non sia sciolta.

Versare nei bicchierini e mettere in frigo fin quando la panna cotta si sarà rappresa.

Frullare il mango tagliato a pezzetti insieme allo zucchero e a un paio di cucchiai di acqua, poi cuocere per 10-15 minuti.

Versare uno strato di salsa di mango sulla panna cotta e conservare in frigo fino al momento di servire.


CANNONCINI ALLA CREMA PASTICCERA

lunedì 16 febbraio 2009

Ho comprato questi coni metallici qualche mese fa mossa dalla curiosità di fare i cannoli siciliani.

Considerando però che ultimamente alcuni miei esperimenti culinari non sono troppo fortunati ho deciso per questa volta di dire no alle ciofeche e di andare sul sicuro con questi cannoncini alla crema pasticcera.

Una delle scelte più felici degli ultimi tempi.


Dosi per 10 cannoncini piccoli + 5 grandi:


Per i cannoncini:

1 confezione di pasta sfoglia già stesa

1 uovo

zucchero q.b.


Per la crema:

2 tuorli

50 gr. di zucchero

25 gr. di farina

250 ml di latte

1 scorzetta di limone

1 stecca di vaniglia

4-5 cucchiai di panna montata non zuccherata


Tagliare col coltello delle strisce di pasta sfoglia dello spessore di circa 2 cm per i cannoncini piccoli e 2,5 cm per quelli più grandi.

Arrotolare le strisce a spirale intorno ai coni di metallo sovrapponendo man mano la pasta di circa mezzo centimetro.

Passare i cannoncini prima nell'uovo sbattuto e poi nello zucchero (possibilmente lasciando libera la porzione del cannoncino che poggerà sulla placca per evitare che lo zucchero bruci durante la cottura) e passare in forno caldo per circa 15 minuti.


Nel frattempo preparare la crema pasticcera:


Incidere la stecca di vaniglia con un coltellino, estrarne i semini ed unirli al latte.

Scaldare il latte e la vaniglia insieme con la scorzetta di limone.

In un tegame a parte mescolare bene i due tuorli con lo zucchero e un paio di cucchiai di latte freddo.

Aggiungere la farina e amalgamare bene fino ad ottenere un composto chiaro.

Quando il latte sarà caldo aggiungerlo al composto di uova e portare su fuoco bassissimo mescolando bene per pochissimi minuti finché la crema sia compatta e senza grumi.

Lasciare raffreddare crema e cannoncini.

Quando la crema sarà fredda aggiungervi 4-5 cucchiai di panna montata (potete aumentare o diminuire la quantità di panna secondo la consistenza desiderata) e mescolare bene.

Riempire i cannoncini con la sac á poche da entrambi i lati e lasciare raffreddare in frigo per un'oretta prima di servire.


IL COLORE VIOLA: PART II

venerdì 13 febbraio 2009



E gnocco fu.

Come ho scritto già nel post precedente le patate violette non sono le migliori per questo tipo di preparazione ma la tentazione era troppo forte e così eccoli qua.

Carini sono carini ma sono venuti un po' gommosetti, mica di quelli morbidi morbidi che si sciolgono in bocca!

Quindi la prossima volta le solite patate farinose e non se ne parla più.

E dopo questa ricetta basta viola per un po'.


GNOCCHI DI PATATE




Per due persone:


Per gli gnocchi:

300 gr. di patate

70 gr. di farina

1 uovo

sale q.b.

noce moscata q.b.


Per la salsa:

50 gr. di gorgonzola

1 noce di burro

2 cucchiai di latte


Lessare le patate con tutta la buccia in abbondante acqua.

Sbucciarle, ridurle in purea con lo schiacciapatate e lasciarle raffreddare (è molto importante che si raffreddino perché cosí dopo non assorbiranno molta farina e

l'impasto verrà più morbido).

Una volta fredde aggiungere un uovo, la farina, un pizzico di sale e una grattata di noce moscata.

Impastare velocemente fino ad ottenere una pasta morbida.

Formare dei cordoncini del diametro di circa 1,5 cm e ricavarne col coltello tanti

bastoncini di uguale lunghezza.

Disporli su un vassoio leggermente infarinato.

Sciogliere una noce di burro in un pentolino, aggiungere il gorgonzola tagliato a pezzetti e un paio di cucchiai di latte e mescolare sul fuoco basso finché il formaggio si sarà sciolto completamente.

Cuocere gli gnocchi in acqua bollente salata e prelevarli con la schiumarola quando

saliranno in superficie.

Saltare mezzo minuto con la salsa al gorgonzola e servire caldi con una spolverata di pepe nero.


P.S. Volevo ringraziare Lisa per i due premi che mi ha assegnato ieri.


Mi ha fatto molto piacere ma sono al tempo stesso un po' in imbarazzo perché non so proprio a chi assegnarli. Sono fatta proprio poco per queste cose e ci capisco ancora meno: saró messa al rogo se fermo la catena?


IL COLORE VIOLA: PART I

martedì 10 febbraio 2009



No, il film non c'entra.
E' solo che un paio di giorni fa ho trovato questa meraviglia al supermercato, le patate violette.
Forse per molti non saranno una novità ma a me si sono illuminati gli occhi appena le ho viste -e credo che il mio lungo "Ooooooohh" da bambino basito davanti al banco orto-frutta abbia chiarito il mio stupore a sufficienza-!
Non le avevo mai viste prima e non sapevo bene cosa avrei potuto tirarne fuori ma intanto ne ho prese un po' in attesa di documentarmi e farci qualcosa.
Ho scoperto che solitamente vengono dalla Francia o dal Perù, che non solo la buccia ma anche la polpa è viola -lo sospettavo ma che gioia trovarne conferma!- e che hanno pressoché lo stesso sapore delle patate normali.
"Quindi" mi sono detta "perché non prepararci dei piatti... normali"? E via in cucina.
Primo esperimento: chips e purè di patate. Domani gnocchi.
Devo precisare che le patate violette non sono molto ricche di amido quindi non sono esattamente le più adatte per preparazioni come gnocchi o purè.
E così le chips erano favolose mentre il purè era, sì, molto saporito ma di consistenza un po' grumosa e ha richiesto l'aggiunta di più latte e burro.
Diciamo che per queste preparazioni -a meno che non possiate proprio fare a meno di un purè viola- sarebbe meglio optare per delle semplici patate di qualità farinosa-.
Io comunque gli gnocchi viola domani li faccio lo stesso.

P.S. Omodestanza dice: "E' un portento della natura! E' come quando hai un cartone animato che ti piace e c'è una puntata dove vanno in un'altra dimensione e scoprono che ci sono gli stessi personaggi però di altri colori!"


CHIPS DI PATATE VIOLA




Lavare bene le patate, sbucciarle e tagliarle a fette sottili con la mandolina.



Sciacquarle e asciugarle per bene con uno straccio pulito.

Friggere poche per volta in abbondante olio caldo.
Asciugarle dell'olio in eccesso e salarle.


PURE' DI PATATE VIOLA



400 gr. di patate viola
50 gr. di burro
200 ml di latte caldo
parmigiano grattugiato
q.b.
sale
q.b.
noce moscata
q.b.
pepe nero
q.b.

Lessare le patate in abbondante acqua.
Sbucciarle e passarle allo schiacciapatate.





Metterle subito sul fuoco basso e aggiungere il burro, girando continuamente.

Aggiungere pian piano il latte, un pizzico di sale, noce moscata, pepe nero e una manciata di parmigiano grattugiato.
Quando avrà raggiunto una consistenza soffice e senza grumi (si può aggiungere latte caldo o burro a piacere per correggere sino a ottenere la consistenza desiderata) togliere dal fuoco e servire caldo.

EVVIVA!!!

lunedì 9 febbraio 2009


Evviva!!! Ce l'ho fatta!!! La mia prima marmellata!!!

Me lo ripromettevo da mesi senza mai decidermi fino a quando ho visto questa: ed è stato amore a prima vista.

Non ho cambiato una virgola, ho solo dimezzato le dosi quindi per la ricetta di questa confettura di banane, vaniglia e succo d'arancia potete vedere direttamente sul blog 'Cuoche dell'altro mondo'. E' perfetta così.

Mi sa che inizia il lungo periodo delle marmellate per me...



VELLUTATA DI PATATE DOLCI, LATTE DI COCCO E LIME

venerdì 6 febbraio 2009



Odio l'inverno con tutta me stessa.

Non trovo per niente romantico il panorama tutto imbiancato dalla neve -se dura più di un giorno- e non ci vedo niente ma proprio niente di affascinante nelle giornate grigie e pioggerellose.

Meno male che ci sono le zuppe.


VELLUTATA DI PATATE DOLCI, LATTE DI COCCO, LIME


Dosi per 2-3 persone:


2 patate dolci medie

2 scalogni

1 pezzetto di zenzero fresco

il succo di mezzo lime non trattato

150 ml di latte di cocco

brodo vegetale leggero q.b.

olio extra vergine d'oliva q.b.

sale q.b.

pepe nero q.b.


Soffriggere lo scalogno tritato finemente in un filo d'olio extra vergine d'oliva, aggiungere lo zenzero tagliato a fettine sottilissime e un paio di cucchiai di acqua calda (o brodo) e lasciar andare sul fuoco medio per un paio di minuti.

Aggiungere le patate dolci sbucciate e tagliate a cubetti, il succo di mezzo lime e far rosolare per 5 minuti mescolando bene.

Coprire le patate col brodo caldo e cuocere con coperchio per 20-25 minuti.

Passare tutto al frullatore (aggiungendo un po' di brodo caldo se la consistenza fosse troppo densa).

Rimettere sul fuoco basso, aggiungere il latte di cocco, regolare di sale e pepe e cuocere per un paio di minuti.

Decorare con striscette di lime ricavate col rigalimoni e servire con crostini.


MOUSSE AU CHOCOLAT

giovedì 5 febbraio 2009




Non c'è molto da dire, è la ricetta più semplice che esista.
Avete in casa del cioccolato?
Delle uova?
Bene, è tutto ciò che occorre.


MOUSSE AL CIOCCOLATO

Dosi per 2:

100 gr. di cioccolato fondente
3 uova
un cucchiaino di zucchero di canna

Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e lasciarlo raffreddare (ma non solidificare) per qualche minuto.
Sbattere i tuorli con un cucchiaino di zucchero di canna, unirvi il cioccolato fuso e, molto delicatamente, gli albumi precedentemente montati a neve ben ferma.
Versare la mousse nelle ciotoline e lasciare riposare in frigo per due o tre ore.
Decorare a piacere.


DESIDERI BIZZARRI E LA MIA PRIMA CENETTA ROMANTICA

mercoledì 4 febbraio 2009




Ieri uno di quei raptus si è impossessato di nuovo di me.

Uno di quei raptus che mi fanno desiderare ardentemente una 'vellutata di zucca con culatello di Sauris croccante' una mattina qualunque davanti a cappuccino e croissant o che mi fanno esclamare "...mmmm!!! Sai di cosa avrei proprio voglia? Di spezzatino di bufalo su lettino di rucola nana e spuma di fois grois!" nel bel mezzo di una partita a ping pong sulla spiaggia.

Chi mi conosce lo sa, ho di queste voglie strampalate praticamente ogni giorno e penso che quando sarò incinta sarà un inferno per chi mi sta affianco.

Ieri avevo voglia di cozze. Alle dieci del mattino.

Così ho deciso di rinunciare al mio pranzo per fare un salto a Kreuzberg -non esattamente dietro casa- dal mio pescivendolo di fiducia -l'unico che conosco- e già che c'ero pure al Türkenmarkt per fare acquisti per la cenetta di ieri sera.

Ho trovato delle cozze grosse come meloni -non ho ancora capito se questo sia un buon segno ma devo dire che erano davvero buone- e ieri sera ci ho fatto un risottino, il piatto che credo di aver cucinato di più per tutto il 2007 e praticamente quasi mai da quando vivo a Berlino per i motivi che ho giá spiegato qui.

L'ultima -e forse unica- volta era stata circa un anno fa.

Era la prima volta che cucinavo per il mio uomo teutonico, una domenica pomeriggio mentre passeggiavamo per il centro gli avevo buttato là 'per caso' un invito a cena pseudo-dell-ultimo-minuto -in realtá erano due giorni che organizzavo, rassettavo, spignattavo-, naturalmente non dimenticando di decantare prima per filo e per segno le mie doti di cuoca italiana provetta -quello che avevo in mente in realtà era una cena di soli cavalli di battaglia... e già, mi piace vincere facile-.

Comunque, sarà stata l'emozione, sarà stata la sfiga, fatto sta che 'sto risotto sembrava non cuocersi mai.

Finché non mi sono accorta che... ehm... cioé... giravo il risotto da venti minuti sulla piastra spenta. Come se già non bastasse l'imbarazzo dei primi tempi.

Eccerto che la me la ricordo "La mia prima cenetta per lui"...


(questa ricetta partecipa alla raccolta di Elga "La tua prima cenetta per lui")




RISOTTO CON LE COZZE


Dosi (ovviamente) per due persone:


800 gr. di cozze

160 gr. di riso Carnaroli

3-4 pomodori San Marzano maturi

brodo vegetale o di pesce q.b.

mezzo bicchiere di vino bianco

2 scalogni

2 spicchi d'aglio

olio extra vergine d'oliva q.b.

burro q.b.

peperoncino q.b.

prezzemolo tritato q.b.

pepe nero q.b.


Pulire bene le cozze e farle cuocere a fuoco medio in una casseruola capiente finché non si saranno aperte (ci vogliono pochi minuti).

Togliere le cozze dai gusci e tenerle da parte.

Filtrare il liquido di cottura, tenerne da parte mezzo bicchiere e unire il resto al brodo caldo.

Soffriggere in un filo d'olio extra vergine d'oliva lo scalogno tritato finemente, due spicchi d'aglio interi e peperoncino a piacere.

Aggiungere i pomodori pelati e tagliati a pezzettini e mezzo bicchiere di liquido di cottura delle cozze filtrato e lasciar cuocere a fuoco medio.

Nel frattempo sciogliere una noce di burro in una padella a parte, aggiungere il riso e farlo tostare per qualche minuto girando continuamente.

Sfumare col vino bianco.

Unire il riso al pomodoro insieme a un mestolo di brodo girando continuamente.

Man mano che si asciuga aggiungere il brodo un mestolo per volta, sempre mescolando sino a fine cottura.

A un paio di minuti dalla fine della cottura aggiungere le cozze, il prezzemolo fresco tritato, il pepe nero ed aggiustare eventualmente di sale (potrebbe non essercene affatto bisogno perché le cozze e il loro liquido rendono il tutto già sufficientemente salato).

A cottura ultimata mantecare con una noce di burro.


Pubblicato da Mariù a 19:47 7 commenti Link a questo post