TAGLIATELLE AL PESTO DI MENTA, NOCCIOLE E MANDARINO E POMODORINI CONFIT

martedì 31 marzo 2009


La saga della pasta fresca continua, stavolta tagliatelle con un pesto inventato al volo di menta, nocciole e succo di mandarino e dei pomodorini confit di cui avevo parlato giá qui.
Non c'ho tanta voglia di scrivere oggi...


TAGLIATELLE ALL'UOVO CON PESTO DI MENTA, NOCCIOLE E MANDARINO E POMODORINI CONFIT


Per la pasta all'uovo:

2 uova

200 gr. di farina 00

10 gr. di semola di grano duro

1 pizzico di sale


Per il pesto:

15 foglie di menta fresca

1 cucchiaino scarso di prezzemolo tritato

75 ml di olio extra vergine d'oliva

nocciole circa 25

il succo di 1 piccolo mandarino

sale q.b.

pepe q.b.


10-12 pomodorini

sale q.b.

olio q.b.

origano q.b.



Preparare la pasta:

Mescolare le due farine con un pizzico di sale e formare una fontana.

Rompere le uova al centro della fontana e incorporarle prima delicatamente con una forchetta, poi per una decina di minuti con le mani fino ad ottenere un composto elastico.

Lasciare riposare per un'oretta.

Tirare la sfoglia e con l'apposito attrezzo formare le tagliatelle che lascerete su un vassoio spolverato di semola di grano duro perché non si attacchino.


Tagliare i pomodorini a metà, disporli sulla placca da forno, condirli con un filo d'olio extra-vergine d'oliva, sale e origano e metterli in forno a 140° per un'oretta.


Pulire le foglie di menta con un panno umido e metterle nel frullatore insieme alle nocciole, il succo di mandarino, il prezzemolo, un pizzico di sale e una grattugiata di pepe.

Frullare per uno o due minuti aggiungendo pian piano, a filo, l'olio extra vergine d'oliva.


Cuocere la pasta in abbondante acqua bollente salata e condire col pesto e i pomodorini confit.

PASTA !!! (COME SE PIOVESSE)

lunedì 30 marzo 2009




Rassegnatevi, per un po' questo blog sarà un tripudio di turtelìn, fettuccine, ravioli e pasta fresca di ogni specie: giusto il tempo di esaurire l'entusiasmo per il mio nuovo acquisto, la macchina della pasta.

Non so davvero come mi sia saltato in mente di dire addio al vecchio metodo della nonna -e al bastone da scopa finora utilizzato a mo' di mattarello per ottenere sfoglie grandi come tappeti- per dare il via all'era della modernità.

Sì, perché -è un'assurditá, mi rendo conto- io la macchina della pasta -stiamo parlando di quella a manovella, eh! Mica tecnologie!- la considero ancora un aggeggio fighetto e ultramoderno -figuriamoci quando ho visto il KitchenAid a casa dell'uomo teutonico: nonostante lo desiderassi da una vita non l'ho ancora nemmeno sfiorato... ed è più di un mese che è là-.

Siccome però il tempo è quello che è, mi son detta "proviamo"... almeno fino a quando non mi verrà nostalgia -perché succederà, già lo so- dei metodi antichi.

Ho iniziato con un doppio di ravioli: i primi ripieni di patate dolci, tartufo nero e formaggella di capra di Collio (questi ultimi preziosi acquisti dei miei recenti viaggi in Italia) e gli altri, preparati solo perché il primo ripieno non bastava per tutte le sfoglie che mi sono ritrovata all'improvviso, di ricotta, gorgonzola e zucca -pezzetto saggiamente congelato a tempo debito-.

Del secondo ripieno non ho pesato nemmeno un ingrediente, désolé, mi sono dimenticata.

Fate a occhio e secondo gusti, non è per niente difficile, giuro.


BIS DI RAVIOLI:

PATATE DOLCI, TARTUFO NERO E FORMAGGELLA DI CAPRA

e

ZUCCA, RICOTTA E GORGONZOLA


Per la pasta all'uovo:

300 gr. di farina 00

20 gr. di semola di grano duro

3 uova

1 pizzico di sale

1 albume


Per il primo ripieno:

400 gr. di patate dolci

10 gr. di tartufo nero grattugiato o affettato molto finemente

50 gr. di formaggella di capra di Collio (o altro formaggio simile a pasta morbida)

parmigiano grattugiato q.b.

sale q.b.

pepe q.b.


Per il secondo ripieno:

zucca, ricotta, gorgonzola, parmigiano grattugiato, prezzemolo, sale, pepe: tutto q.b.



Lessare le patate in abbondante acqua bollente e cuocere al vapore la zucca tagliata a cubetti.


Preparare la pasta:

Mescolare le due farine con un pizzico di sale e formare una fontana.

Rompere le uova al centro della fontana e incorporarle prima delicatamente con una forchetta, poi per una decina di minuti con le mani fino ad ottenere un composto elastico.

Lasciare riposare per un'oretta. Nel frattempo preparare i due ripieni.


Per il primo ripieno:

Ridurre le patate in purea con lo schiacciapatate, lasciarle raffreddare e una volta fredde impastarle con abbondante parmigiano grattugiato, un pizzico di sale, una spolverata di pepe nero e il tartufo tagliato finemente.


Per il secondo ripieno:

Ridurre la zucca in purea con lo schiacciapatate, lasciarla raffreddare e una volta fredda impastare con abbondante parmigiano grattugiato, ricotta, gorgonzola, prezzemolo tritato, sale e pepe.


Stendere la foglia non troppo sottile e tenerne da parte metà.


Distribuire su parte della prima metà di sfoglia con un cucchiaino dei mucchietti di ripieno di patate e un cubetto di formaggella a distanza regolare.


Distribuire sul resto della prima metà di sfoglia con un cucchiaino dei mucchietti di ripieno di zucca a distanza regolare, tenendone da parte un paio di cucchiai per il condimento.


Spennellare l'albume negli spazi tra i vari mucchietti di ripieno. In questo modo i ravioli non si apriranno durante la cottura.

Usare la sfoglia tenuta da parte per ricoprire la metà col ripieno.

Tagliare i ravioli con l'apposito attrezzino -o con la rotella tagliapasta dentellata-.


Sciogliere in una padella una noce di burro, aggiungere qualche dadino di gorgonzola, un paio di cucchiai di ripieno di zucca tenuto precedentemente da parte e qualche cucchiaio di latte.


Lessare i ravioli in abbondante acqua bollente salata, scolarli con la schiumarola, unirli alla salsa gorgonzola/zucca e saltare in padella per un paio di minuti.

Servire con una spolverata di parmigiano.

CYNTHIA BARCOMI E IL MIO REGALO SPECIALE

giovedì 26 marzo 2009


Avevo accennato a Cynthia Barcomi e al suo libro qualche giorno fa.

Cynthia Barcomi è un'americana arrivata a Berlino tanti anni fa per fare la ballerina e divenuta invece famosa per bagels e cheesecakes.

A Berlino ha aperto due locali, tipiche caffetterie americane nelle quali si possono degustare le specialità della casa rigorosamente prodotte artigianalmente: bagels, cookies, scones, muffins, cheesecakes e una varietà infinita di caffè provenienti da tutto il globo.

Il locale è incantevole e durante la bella stagione si può indugiare nel cortiletto esterno sfogliando qualche pagina o facendo due chiacchiere tra ghiottonerie e aroma di caffè.

E in più si dice che il New York Cheesecake di Barcomi's sia il più buono in città. Se questo sia vero ancora non lo so -ne devo sbranare ancora in quantità prima di emettere il verdetto- ma è di sicuro il più buono che abbia mangiato finora qui a Berlino.

Fatto con biscotti al burro misti a burro (gulp!) al posto dei soliti Digestive (e chi l'ha mai detto che le ricette di Cynthia Barcomi sono pure leggere?) è di una goduria incomparabile.

La cara Alex (grazie Alex!) mi ha fatto sapere che Cynthia Barcomi ha anche un blog nel quale invita i lettori a farle vedere come sono venute le sue ricette e che nel libro -che non ho ancora spulciato fino a fondo, soprattutto perchè è in tedesco... anzi, ok, mi sputtano: ci ho messo giorni a postare 'sta ricetta proprio perché mi ero impantanata in un paio di passaggi che non riuscivo a tradurre e l'orgoglio calabro mi ha impedito, imbavagliandomi e legandomi alla sedia, di chiedere aiuto all'uomo teutonico- c'è la ricetta di una torta con la maionese!

Suona disgustosa, mi rendo conto, ma io sono curiosa e coraggiosa e so che un giorno ci proverò -poi ovviamente gliela posterò sul blog-.

Tutta questa premessa anche -e soprattutto- per raccontare la storia del cheesecake -tra l'altro eletto mio dolce preferito 2008/2009- che vedete in foto.

Viene dalle manine -più manone a dire il vero visto che parliamo di 2 mt di ragazzo- dell'uomo teutonico ed è sbucato dalla sua borsa insieme a una bottiglia di bollicine allo scoccare della mezzanotte del giorno del mio compleanno.

Già me lo immagino tutto preso dal panico mentre scopre che l'impasto, oramai in forno da un pezzo, doveva essere cotto a bagnomaria e non può nemmeno chiamarmi per chiedermi consiglio perché la sorpresa è destinata a me.

La ricetta di questo cheesecake è tratta, appunto, dal libro “Cynthia Barcomi's Backbuch“, altro regalo dell'uomo teutonico per il mio compleanno. Anche se lui dice che questo non è un vero regalo e che più che libro preferisce chiamarlo “quaderno di esercizi“... visto che il suo VERO regalo è il corso di cucina che sceglierò e frequenterò non appena il mio tedesco sará almeno un pelo decente.

Questa volta ha superato se stesso. Grazie grazie grazie!

P.S. Giuro, io ci ho pure provato oggi ad andare da Barcomi's durante la pausa pranzo a scattare qualche foto per mostrare anche a voi cotanta meraviglia... peccato che a quell'ora del continuo sole-pioggia-sole-neve-sole-tempesta- grandine-sole-vento-bufera-sole di oggi mi sia capitato proprio... indovinate un po'? Già, bufera-grandine-tempesta.

Cynthia Barcomi's BACKBUCH, Mosaik bei GOLDMANN editore, 160p, 16,95 euro.

Barcomi's Deli, Sophienstraße 21, 10178 Berlino (Germania)

Barcomi's Kafferösterei, Bergmannstraße 21, 10961 Berlino (Germania)


NEW YORK CHEESECAKE




Come base per il cheesecake propongo due versioni: quella del libro -che prevede una specie di sottile pan di Spagna morbido i cui ingredienti sono indicati qui sotto- e quella più comunemente utilizzata -e che di solito utilizzo e direi preferisco anch'io- fatta di biscotti sbriciolati misti a burro. Scegliete voi quella che fa di più al caso vostro.

Per la base (versione Barcomi's):

35 gr. di farina

30 gr. di amido di mais

1 cucchiaino di lievito in polvere

1 pizzico di sale

3 uova grandi

70 gr. di zucchero

1 cucchiaino di zucchero vanigliato

1 cucchiaino di buccia di limone grattugiata

45 gr. di burro fuso

25 gr. di zucchero (2 cucchiai grandi)



Per la base (versione biscottata):

200 gr. di biscotti Digestive

80 gr. di burro

mezzo cucchiaino di cannella

2 pizzichi di sale


Per la crema:

900 gr. di formaggio Philadelphia (a temperatura ambiente)

320 gr. di zucchero

30 gr. di amido di mais

1 cucchiaino di zucchero vanigliato

2 uova grosse

175 ml di panna fresca


Per la copertura alle ciliege:

280 gr. di ciliege snocciolate (fresche, congelate o in barattolo con 3-4 cucchiai del loro succo)

100 gr. di zucchero

1 ½ di amido di mais

1 pizzico di sale


Per la base (versione Barcomi's):

Pre-riscaldare il forno a 180°.

Imburrare e spolverare di farina una teglia a cerniera del diametro di 26 cm.

Mescolare assieme farina, amido, lievito e sale.

Sbattere bene i tuorli d'uovo per circa 3 minuti. Aggiungere lo zucchero e continuare a sbattere per circa 5 minuti fino a quando il composto sará diventato chiaro e

spumoso.

Unire lo zucchero vanigliato e la buccia di limone grattugiata e mescolare.

Aggiungere poco a poco la farina e mescolare bene facendo attenzione a non lasciare grumi.

Aggiungere il burro fuso.

A parte sbattere gli albumi con una presa di sale. Aggiungere poco a poco lo zucchero rimasto.

Appena il tutto inizia a solidificarsi e formare delle punte aggiungerne circa 1/3 al composto di uova e mescolare bene. Continuare ad aggiungere il resto degli albumi MOLTO DELICATAMENTE, facendo attenzione che non si smontino, senza preoccuparsi che gli ingredienti siano perfettamente amalgamati. Non preoccupatevi se vedete ancora die piccoli fiocchi bianchi (degli albumi) nell'impasto.

Cuocere in forno a 180° fino a quando, schiacciando con un dito il centro della torta, tenda a ritornare in forma e comunque all'incirca 10 minuti (non perdetelo mai d'occhio).

Lasciate riposare la base nella teglia mentre preparate la crema al formaggio

coprendola con due strisce d'alluminio disposte a croce.


Per la base (versione biscottata):

Sminuzzare finemente i biscotti nel mixer, aggiungere la cannella, due pizzichi di sale e, poco a poco, il burro sciolto. Stendere poi il tutto sul fondo e sui lati di una teglia a cerniera foderata di carta da forno livellando bene. Mettere la teglia nel frigo per 1 ora (o nel freezer per mezz'ora).


Per la crema:

Mescolare per circa tre minuti con uno sbattitore elettrico a velocità massima ¼ del formaggio, 1/3 dello zucchero e l'amido. Dopo di che aggiungere il resto del formaggio, il resto dello zucchero e lo zucchero vanigliato e mescolare a velocità massima. Aggiungere le uova, uno per volta. Unire la panna fresca. Mescolare finché il tutto sia appena appena amalgamato ed evitare di sbattere gli ingredienti troppo a

lungo.

Versare la crema al formaggio sulla base della torta.

Mettere la teglia dentro a un contenitore più grande contenente acqua calda. Il livello dell'acqua attorno alla teglia dev'essere di circa 2,5 cm. Cuocere il cheesecake per circa 1 ora e comunque fino a quando, scuotendolo gentilmente, quasi non tremoli più.

Lasciare riposare il cheesecake nella teglia per un'oretta, poi coprirlo con della pellicola trasparente e conservarlo in frigo perché si raffreddi e solidifichi

completamente (circa 4 ore o, ancora meglio, un'intera notte). Servire così com'è o procedere con la copertura di ciliege.


Per la copertura alle ciliege:

Versare tutti gli ingredienti in una pentola e mescolare lentamente e costantemente a fuoco basso fino a bollitura.

Far sobbollire per altri 1-2 minuti.

Lasciare raffreddare per 1 minuto e versare sulla torta.


Questa ricetta partecipa alla raccolta I dolci più buoni del mondo” del blog Dolci a go go.


TORTA CIOCCOLATO E PERE & HANGOVERISSIMO

venerdì 20 marzo 2009



Stavo già quasi per mancare alla promessa di ieri viste le misere condizioni fisiche in cui verso -ahimè, troppa festa per il mio compleanno!- ma ho appena deciso di fare l'ultimo sforzo e scrivere, con gli occhi che mi si incrociano, questa ricetta in velocità.

E colgo l'occasione per ringraziare tutti.

Non è stata l'impareggiabile e colossale festa a sorpresa organizzatami l'anno scorso da Omodestanza -che in questo blog è più citato delle torte- ma è stato un compleanno bellissimo. Grazie davvero.


TORTA CIOCCOLATO E PERE

2-3 pere Williams

6 uova

250 gr. di cioccolato fondente

250 gr. di zucchero

200 gr. di farina

250 gr. di burro

una bustina di lievito

un pizzico di sale

una bustina di vanillina

zucchero a velo q.b.


Sciogliere il cioccolato a bagnomaria.

Sciogliere il burro.

Montare gli albumi a neve con un pizzico di sale.

Sbattere bene i tuorli con lo zucchero e la vanillina sino a ottenere un composto chiaro e spumoso.

Aggiungere pian piano la farina, il burro fuso, il cioccolato fuso, la bustina di lievito e infine, delicatamente, gli albumi montati a neve.

Versare il composto in una teglia imburrata e infarinata e distribuirvi a piacere le pere tagliate a tocchi grossi (affondandole leggermente verso il centro dell'impasto).

Cuocere in forno caldo a 180° per circa 1 ora.

Niente paura se alla prova stecchino l'impasto dovesse risultare ancora un po' liquido: sono le pere che rilasciano molta acqua e il composto si asciugherà in breve tempo.

Lasciare riposare la torta ancora dieci minuti nel forno spento.

Cospargere a piacere con zucchero a velo.

BUON COMPLEANNO ! ! ! !

giovedì 19 marzo 2009



Lo so, non si fa così, non si abbandona il blog per settimane senza nemmeno avvisare e so già che qualcuno è stanco stufo di vedere 'sti bigoi in salsa dal 4 di marzo.

Per tutto questo tempo sono stata via, una settimana a Milano per lavoro e un'altra a Roma di pura, meritata, goduriosissima vacanza.

Sì, ci sarebbe pure una mezza idea di una qualche specie di reportage fotografico ma conoscendomi direi che è meglio non far promesse da marinaio e attendere che la voglia di riguardare, selezionare, ritoccare quella montagna di immagini mi salti addosso.

Inutile dire che al mio ritorno mi sono ritrovata -come sempre- un colossale accumulo di opere incompiute di varia natura e che quindi di cucinare non se ne è parlato proprio.

Per farmi perdonare però torno carica di dolci preparati -ieri- per il mio compleanno -di oggi-.

Senza considerare poi tutte le bontades che ho comprato a Milano e Roma nei giorni scorsi e dalle quali tirerò fuori presto -si spera- altrettante delizie -sì, me la canto e me la suono, oggi lasciatemelo fà-.

Queste intanto sono le tre torte (eh bè, siamo tanti) che ho portato oggi a lavoro per festeggiare coi miei colleghi. Per ora foto di tutte, ricetta di una sola (altrimenti me lo sogno di riuscire a postare entro oggi).

Seguiranno presto le altre due.

E anche i dolci dei festeggiamenti privati.

E il reportage.

E il meme (Lisa, non mi sono dimenticata, lasciami riprendere dai festeggiamenti di stasera e ci torno).

BUON COMPLEANNO MARIA!!!



La mia scrivania a lavoro così come l'ho trovata questa mattina al mio arrivo

Torta al cioccolato e pere (next post)

Torta di mele (la ricetta la trovate qui ma finalmente ora ho una foto decente)

L'opera terminata prima di andare a lavoro e Cynthia Barcomi, ne parleró la prossima volta)


TORTA DELLE ROSE CON CREMA AL LIMONE




Per l'impasto:

320 gr. di farina 00

60 gr. di zucchero

una noce di burro

20 gr. di lievito di birra

1 bicchiere di latte

2 tuorli


Per la crema al limone:

2 tuorli

3 cucchiai di zucchero

2 cucchiai di farina

1 limone

2 bicchieri di latte

mezza stecca di vaniglia

Sciogliere il lievito di birra e la noce di burro in qualche cucchiaio di latte tiepido. Aggiungere 50 gr. di farina e impastare fino a ottenere una pallina morbida.

Coprirla con un panno e lasciarla riposare per un'oretta.

Trascorso questo periodo reimpastare la pallina lievitata col resto della farina, lo zucchero, i tuorli e il resto del latte sino a ottenere un impasto morbido.


Preparare la crema pasticcera al limone:


Incidere la stecca di vaniglia con un coltellino, estrarne i semini ed unirli al latte.

Scaldare il latte e la vaniglia insieme con la scorzetta di limone.

In un tegame a parte mescolare bene i due tuorli con lo zucchero e un paio di cucchiai di latte freddo.

Aggiungere la farina, il succo del limone e amalgamare bene fino ad ottenere un composto chiaro.

Quando il latte sarà caldo aggiungerlo al composto di uova e portare su fuoco bassissimo mescolando bene per pochissimi minuti finché la crema sia compatta e senza grumi.

Lasciare raffreddare.

Quando la crema sarà fredda aggiungervi 4-5 cucchiai di panna montata (potete aumentare o diminuire la quantità di panna secondo la consistenza desiderata) e mescolare bene.

Stendere la pasta col mattarello in una sfoglia rettangolare spessa circa 3 mm, spalmarvi la crema pasticcera al limone e avvolgere la pasta (lungo il lato più lungo) formando un rotolo.

Tagliare il rotolo a fette spesse circa 5 cm e disporre i rotolini così ottenuti sul fondo di una teglia imburrata e zuccherata avendo cura di distanziarli un po' l'uno dall'altro perché poi, lievitando, si gonfieranno.

Coprire la taglia con un panno e lasciare riposare per due ore.

A lievitazione avvenuta spennellare con un po' di latte e passare in forno caldo a 180° per circa 40 minuti.

BIGOLI IN SALSA

mercoledì 4 marzo 2009



Sono un po' in soggezione a postare questa tipica ricetta veneta in terra germanica e con le mie origine calabro/africane.

E' però uno dei miei piatti preferiti.

E' anche un omaggio a Treviso, la città che mi ha ospitata per oltre quattro anni e in cui ho trascorso uno dei miei periodi più felici -probabilmente è una ricetta più veneziana che trevigiana, ma è a Treviso che ho mangiato i “bigoi“ per la prima volta e poi, insomma, sempre Veneto è-.

Ed è un omaggio al mio amico Mauro/Omodestanza che ogni volta che viene a trovarmi a Berlino si ricorda delle cose che amavo della Marca trevigiana e me le porta in dono -questi doni a volte possono includere anche un “panino della Gisella“, un vero e proprio sfilatino da mezzo chilo con tanto di insalata annerita, mozzarella stantia e salsa rosa acida comprato due giorni prima in una delle mie osterie preferite di allora, si spera come dono simbolico... ma questo è un altro discorso-.

Se vi riesce di fare i bigoli a mano tanto meglio, io proprio non avevo tempo.

Questi qui portati da Omodestanza da Treviso comunque hanno fatto la loro porca figura.





BIGOLI IN SALSA


Per due:


200 gr. di bigoli

2 cipolle bianche medie

40 gr. di acciughe sotto sale

olio extra vergine d'oliva q.b.

pepe nero q.b.


Pulire accuratamente le acciughe.

Affettare le cipolle sottilmente e farle soffriggere per qualche minuto a fiamma media in qualche cucchiaio di olio extra vergine d'oliva.

Aggiungere due cucchiai d'acqua calda (prelevati dalla pentola per la cottura della pasta) e continuare la cottura a fuoco basso e con coperchio per venti minuti o più finché la cipolla sarà completamente appassita aggiungendo, se necessario, qualche cucchiaio di acqua calda.

Aggiungere le acciughe pulite e tagliate a pezzettini, schiacciarle e mescolare bene fin quando non si saranno completamente liquefatte formando insieme alla cipolle una salsa densa.

Cuocere la pasta al dente e saltarla con la salsa di acciughe e abbondante pepe nero.


VELLUTATA DI RADICE DI PREZZEMOLO, PATATE E PORRI

martedì 3 marzo 2009



E con la scoperta di questo direi che posso abbandonare definitivamente le mie lagnanze e gioire di tutte le novità culinarie che Berlino mi sta offrendo quest'anno.

Anche questo non ha un nome italiano -io almeno non l'ho trovato- e suppongo non sia troppo facile da scovare in Italia.

In tedesco si chiama WURZELPETERSILIE e altro non è che la radice del prezzemolo (wurzel = radice, petersilie = prezzemolo).

Simile, credo, al sedano rapa -anche quello non troppo diffuso nella penisola ma almeno un nome italiano ce l'ha- da crudo ha un sapore a metà tra sedano e finocchio che diventa leggermente dolciastro in cottura.

Quindi zuppetta, 'ché la primavera è alle porte e queste sono le ultime cartucce -si spera-.





VELLUTATA DI RADICE DI PREZZEMOLO, PATATE E PORRI


Per 2:

2 radici di prezzemolo

1 porro

1 patata

2 scalogni

brodo vegetale q.b.

sale q.b.

pepe q.b.

erba cipollina q.b.


Far appassire in una noce abbondante di burro il porro e gli scalogni affettati sottilmente.

Aggiungere le patate tagliate a fettine sottili e le radici di prezzemolo tagliate a tocchetti.

Far andare per 5-10 minuti sulla fiamma alta e coprire col brodo caldo.

Cuocere per 20-30 minuti o fino a quando le verdure si saranno ammorbidite.

Passare tutto al mixer, aggiungere pepe e sale (se necessario) e servire con una spolverata di erba cipollina.

PANCAKES DELLA DOMENICA

lunedì 2 marzo 2009



Prima domenica di sole! Tutto d'un colpo abbiamo 10 gradi quando solo lo scorso weekend nevicava chediolamandava.

Per sfruttare immediatamente la giornata meravigliosa -mai sottovalutare la repentinità dei cambiamenti climatici qui!- sono corsa al mercatino dell'usato a comprarmi l'ennesima bici -non devo aggiungere che le prime due, due in meno sei mesi, me le sono fatte rubare lasciandoci, entrambe le volte, le chiavi attaccate..... vero?- e credo di non aver mai visto prima tanta gente riversarsi per strada e nei parchi tutta d'un colpo.

E' l'entusiasmo del primo raggio di sole dopo un inverno gelido e i n t e r m i n a b i l e.

Per festeggiare la prima domenica soleggiata a Berlino colazione a base di pancakes!

La ricetta l'ho copiata pedissequamente dalla rivista di Jamie Oliver ed erano una bomba.


Per 5-6 pancakes:


3 uova grandi

115 gr. di farina

1 cucchiaino di lievito in polvere

140 ml di latte

un pizzico di sale


Mescolare i tuorli con la farina, il lievito e il latte.

Aggiungere gli albumi montati a neve ben ferma con un pizzico di sale.

Scaldare una padella antiaderente, farvi sciogliere un cucchiaino di burro e distribuirlo con l'aiuto di un pezzo di carta assorbente.

Versare un mestolo di composto nella padella e quando il pancake inizia a dorarsi e asciugarsi sollevarne i bordi e girarlo con l'aiuto di una spatola. Cuocere ancora per qualche secondo.

Cuocere tutti i pancakes fino a esaurimento della pastella.

Servire a piacere con zucchero a velo, sciroppo d'acero, marmellata o frutta fresca.